I giudici della corte d’appello dell’Aja hanno assolto il proprietario di un coffeeshop di Leiden,  condannato nel 2014 ai servizi sociali per aver violato la normativa sulla cannabis. Secondo i giudici, l’uomo ed un suo dipendente, gestivano un magazzino a pochi passi dal locale dove venivano approvigionate le scorte. Al momento dell’arresto, la polizia avrebbe rinvenuto nello “stash” 7,5 chili di marijuana.

Per l’Alta corte olandese, quando i funzionari ‘chiudono un occhio’ sui coffeeshop dovrebbero farlo anche per il magazzino. Come potrebbe funzionare, altrimenti, un’attività commerciale senza la possibilità di approvigionare scorte, si sono chiesti i giudici.

Il proprietario del coffeeshop di Leiden, inoltre, non avrebbe superato la soglia consentita dal “drugbeleid”, la politica olandese sulla cannabis che consente uno stock di massimo 500grammi nel negozio. Quello del magazzino, insomma, sarebbe stato un escamotage inevitabile per consentire all’attività commerciale di funzionare.

Non è la prima volta che i tribunali olandesi mettono in discussione l’esperimento di tolleranza dei coffeeshop, soprattutto per ciò che riguarda il divieto di produzione.