Un gruppo di 177 scienziati nei Paesi Bassi ha mandato una lettera aperta al il ministro degli Affari Economici e del Clima Erik Wiebes, esortandolo a impedire che i biocarburanti ricavati da colture alimentari vengano inclusi nell’agenda UE per lo sviluppo sostenibile.

Secondo i ricercatori, l’impiego di carburanti provenienti da colture è una “falsa soluzione” ai problemi climatici. “Le chiediamo di riconoscere pubblicamente che trasformare le colture alimentari in carburante causa gravi danni al clima, alla natura e alle comunità” hanno scritto al ministro.

Una ricerca condotta per la Commissione Europea mostrerebbe infatti come l’uso di queste miscele porti a un aumento delle emissioni di gas serra, visto che il biodiesel proveniente da colture alimentari emette in media 1,8 volte più anidride carbonica dei combustibili fossili. Le emissioni arrivano ad essere triplicate nel caso in cui i biodiesel siano prodotti con olio di palma.

E non è finita qui. Secondo i ricercatori “le politiche europee in questione causerebbero un aumento della domanda degli oli vegetali, che a sua volta porterebbe ad una sempre maggiore richiesta di suolo agricolo per le colture in questione. Per venire incontro a una simile domanda, ecosistemi vulnerabili come foreste tropicali, zone umide e praterie finirebbero con l’essere trasformati in vaste monocolture.”

Questo arrecherebbe “un danno irreparabile alla biodiversità del pianeta, causando aumenti della siccità, inondazioni, degrado del suolo, inquinamento delle acque di superficie, offuscamento delle acque costiere, alterando le barriere coralline ed esasperando le condizioni climatiche locali.” Gli scienziati concludono osservando come l’impiego di colture nella produzione di carburante abbia l’effetto di forzare il rialzo il costo del cibo e creare disordini nella produzione alimentare locale, visto che i piccoli agricoltori vengono inglobati dalle multinazionali.

A unirsi nella firma del documento sono stati scienziati provenienti da varie università olandesi. Tra queste anche l’Università di Wageningen, punto di riferimento nella ricerca in materia di agricoltura.

Lo scorso mese, il Parlamento Europeo ha già votato a favore dell’inclusione di questi biocarburanti “sostenibili” tra i nuovi obiettivi comunitari per l’energia rinnovabile. Un vertice di ministri discuterà la questione a fine mese.