The Netherlands, an outsider's view.

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Clima, il Belgio scende nella classifica di sostenibilità

Scende al 35esimo posto il Belgio per quanto riguarda il “Climate Change Performance Index 2020”. L’anno scorso era riuscito a salire fino a raggiungere il 31esimo posto, ma questa volta il paese ha fatto passi indietro. Questa classifica viene pubblicata ogni anno dalla Germanwatch, il nuovo istituto per il clima e per the Climate Action Network, gestito da 350 esperti in clima ed energia, tra cui molti membri di NGO ambientaliste.

Lo strumento indipendente, analizza le politiche di 57 paesi  nel mondo e dell’Unione Europea, la quale emette il 90% dei gas provenienti dalle serre. La Germanwatch applica 14 criteri divisi in quattro categorie: emissioni, ricorso all’energia rinnovabili, efficienza energetica e politiche per il clima. 

Il Belgio ha ottenuto un voto “medio” per quanto riguarda le emissioni provenienti da serre, mentre il rendimento cala se si prendono in considerazione gli altri 3 criteri. Il voto totale del paese è basso e non sufficiente per raggiungere gli obiettivi del trattato di Parigi che mira a mantenere il riscaldamento totale sotto il 2°C (possibilmente anche sotto l’1.5°). 

I primi tre posti nella classifica sono stati lasciati simbolicamente vuoti, in quanto nessun paese è stato considerato sufficientemente impegnato per il raggiungimento dei target climatici. 

Il quarto posto quest’anno, è occupato ancora dalla Svezia, seguono Danimarca e Marocco. L’Unione Europa come un unico blocco si è aggiudicata il 22esimo posto, davanti alla Cina, posta al 30esimo. Tra tutti i paesi del G20, solo il Regno Unito (settimo posto) e l’India (nono posto) hanno avuto buone prestazioni. Gli Stati Uniti sono ultimi in classifica (61esimo posto), battuti solo da Arabia Saudita (60esimo posto) e Russia (52esimo posto).