Photo credit: Else Krebbers

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Traduzione: Elena Basilio

Nel suo pezzo di opinione apparso su NRC il 13 novembre la giornalista afro-americana Clarice Gargard, cresciuta in Olanda espone la sua opinione sull’attacco ai danni della manifestazione organizzata dal Kick Out Zwarte Piet tenutasi venerdì scorso all’Aia.

I manifestanti, formati perlopiù da attivisti di colore e da simpatizzanti della loro causa, sono stati attaccati da decine di estremisti che hanno lanciato bombe carta, infranto vetri e divelto porte, lasciando le vittime terrorizzate. La polizia, nonostante avesse ricevuto segnalazioni prima dell’evento, è arrivata tardi sul luogo.

La giornalista sottolinea come un aspetto sconcertante sia il ruolo della politica che, invece di rilasciare forti dichiarazioni contro la violenza razzista o messaggi congiunti, ha scelto il silenzio. L’unica eccezione sono state alcune tardive condanne da parte dei partiti GroenLinks, Denk e PvdA.

L’autrice sottolinea come i politici, che sono solitamente molto propensi a esprimere il loro parere, in questo caso abbiano perlopiù taciuto. A esprimere una forte condanna è stata invece l’associazione di categoria degli storici, che ha descritto l’accaduto come un violento attacco nei confronti dell’integrità di molti attivisti di colore.

Secondo Clarice Gargard il dibattito ormai non riguarda più Zwarte Piet, ma la presa di coscienza da parte di molti olandesi di colore del ruolo politico, economico, sociale e culturale che hanno nel loro Paese. Come ricorda la giornalista, i cittadini non sono unicamente identificabili con il loro aspetto esteriore e non amano essere ridotti al colore della propria pelle. Tuttavia, è talvolta impossibile dimenticare il proprio colore quando la società ci ricorda che, proprio a causa del colore della nostra pelle, la vita di alcuni di noi conta di meno.