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Cipro revoca i passaporti ai leader turco-ciprioti, sale la tensione tra le due comunità

Tensione a Cipro tra i rappresentanti del governo turco-cipriota, l’entità non riconosciuta che amministra i territori considerati occupati dal 1974, e il governo ufficiale dell’isola: il governo ufficiale di Cipro, che emette gli unici titoli di viaggio validi a livello internazionale, revoca i passaporti degli alti funzionari turco-ciprioti, scrive il Guardian.

Ersin Tatar, che guida il nord controllato dalla Turchia ed è tra le persone colpite, ha descritto la politica come “un assalto” ai tentativi di trovare una soluzione alla divisione dell’isola. In precedenza aveva definito la mossa “razzista” e “anacronistica”.

Tecnicamente, i passaporti emessi dall’autorità del nord sono riconosciuti solo da una manciata di Stati, tra i quali la Turchia e un gruppo di paesi non riconosciuti. Per questa ragione, i turco-ciprioti residenti a nord della “Green line”, la linea di divisione delle due Cipro, devono richiedere un passaporto UE alle autorità greco-cipriote.

Lo stesso Tatar usa, per viaggiare, il passaporto ufficiale di Cipro -emesso, appunto, da “Nicosia sud”- ma la decisione della sua amministrazione, di concerto con la Turchia, di riaprire Varosha, la tristemente nota “Riviera fantasma”, prima del ’74 una perla per l’isola e ora un ammasso di rovine, ha fatto infurirare i greco-ciprioti, per i quali Varosha ha un grande valore.

Il governo greco-cipriota, riconosciuto a livello internazionale, ha annunciato lunedì la controversa decisione, sostenendo che le azioni dei turchi-ciprioti presi di mira hanno sovvertito l’integrità del paese: “Con i loro atti e azioni minano la sovranità, l’indipendenza, l’integrità territoriale e la sicurezza della Repubblica di Cipro”, ha affermato il portavoce, Marios Pelekanos, aggiungendo che le autorità revocheranno, non rinnoveranno o rifiuteranno di rilasciare i passaporti di 14 persone che hanno partecipato nello “pseudo gabinetto di stato” o sono stati coinvolti negli sforzi per riaprire Varosha.

Il presidente, Nicos Anastasiades, ha respinto le accuse di discriminazione affermando che la Repubblica di Cipro aveva rilasciato 97.000 passaporti e più di 110.000 carte d’identità ai turco-ciprioti “nel rispetto dei [loro] diritti” e confermando la loro cittadinanza cipriota, dice il Guardian.

In una dichiarazione scritta, il leader greco-cipriota ha chiarito che la politica interesserà solo “un numero limitato” di persone. Tuttavia, lo stesso presidente Anastasiades è nella bufera per la vicenda dei passaporti venduti agli investitori extra UE (soprattutto russi).

 

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