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CINEMA

CinemAsia Film Festival 2020: cinque proposte da non mancare

É tutto pronto ad Amsterdam per l’edizione 2020 del CinemAsia Film Festival, la kermesse annuale dedicata al cinema asiatico, dal 4 all’ 8 marzo allo Studio/K e al Rialto. Il programma di quest’anno comprende documentari e film d’essai, oltre a blockbuster di trenta registi provenienti, tra gli altri, da Taiwan, dalle Filippine e dalla Cina.

L’organizzazione ha scelto di aprire e chiudere il festival con due voci femminili forti, capaci di coniugare messaggi importanti con narrazioni di grande effetto e senza perdere al tempo stesso le sue finalità di intrattenimento.

Ecco le nostre cinque proposte da non perdere:

Mrs. Noisy

Mercoledì 4 marzo il festival sarà ufficialmente aperto con la prima europea di Mrs. Noisy della regista giapponese Chihiro Amano, seguita dalla prima olandese dell’epica indonesiana del supereroe Gundala di Joko Anwar. Mrs. Noisy racconta la storia della scrittrice Maki (Shinohara Yukiko). Dopo aver vinto un grande premio letterario, la donna si sforza di intraprendere un nuovo progetto. Quando si trasferisce in un nuovo appartamento con il marito e la figlioletta, si trova di fronte al classico blocco dello scrittore. Come se non bastasse, Maki è anche costantemente distratta dalla sua nuova e rumorosa vicina di casa (Ootaka Yoko). Quello che era iniziato come un piccolo litigio si conclude con un’inarrestabile escalation sui social media che cambia per sempre la vita delle due donne.

Heavy Craving

Il festival si chiude l’8 marzo con la prima olandese dell’acclamato film taiwanese Heavy Craving di Pei-ju Hsieh. Trent’anni e 105 kg di peso, Ying-juan (TSAI Jia-yin) si oppone agli standard di bellezza della società contemporanea. Sua madre (Samantha Ko) non lo accetta e la iscrive a un rigoroso programma di dimagrimento, in continua lotta con le lamentele della figlia che è abituata a ridicolizzarsi e che da tempo ha fatto pace con il suo corpo in sovrappeso. Le cose cambiano quando Ying-juan incontra il fattorino Wu (Yao CHANG) e scopre che uno dei giovani studenti del centro di assistenza all’infanzia ama il travestimento.

A Man Called Ahok

Il festival ospita anche una versione speciale di A Man Called Ahok di Putrama Tuta, il biopic sui primi anni di vita di Basuki Tjahaja Purnama, uno dei politici indonesiani più influenti e controversi. Sebbene si dia spazio alla prigionia di Ahok e al suo impatto sulla società indonesiana, il film si concentra sul tumultuoso rapporto di amore-odio tra Ahok e suo padre Kim Nam, il tauke (“grande capo”) della locale compagnia mineraria. Kim Nam spera che suo figlio possa migliorare la vita degli abitanti delle campagne di Belitung, una piccola isola indonesiana, ma le accuse di corruzione faranno vacillare anche i migliori propositi.

Yellow Ribbon

Da non perdere l’anteprima internazionale di Yellow Ribbon, il commovente documentario di Ju Hyun-sooks sulle conseguenze del disastro del traghetto Sewol. Il 16 aprile del 2014 su un totale di 476 passeggeri, 304 persone, di cui 250 studenti delle scuole superiori, morirono per annegamento. In Corea del Sud l’affondamento del Sewol ha dato il via a una reazione politica e sociale che ha investito il ruolo giocato dall’equipaggio e il coinvolgimento dell’intera amministrazione del PARK Geun-hye.

Moonlit Winter

Il regista Lim Dae-hyungs porta al festival Moonlit Winter una tenera storia d’amore e di relazioni che trascende i confini convenzionali. Quando la liceale Sae-bom (KIM So-hye) trova una misteriosa lettera scritta a sua madre, non immagina che ruolo giochi una donna coreana nel vecchio segreto custodito con cura da Yoon-hee (KIM Hee-ae), costretta a una vita di silenzio. Nel tentativo di tirar su il morale alla madre, che ha divorziato da poco, Sae-bom escogita un piano per portare Yoon-hee a fare un viaggio a Otaru, una tranquilla e innevata cittadina nel nord del Giappone, per metterla in contatto col misterioso mittente della lettera.