The Netherlands, an outsider's view.

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CINEMA

Cinema nel giardino: all’Aja i documentari della Humanity House

CoverPic: pxfuel

Immaginare cosa si prova ad essere coinvolti in un disastro o in un conflitto è impossibile: perdere tutto ciò che è così scontato, dover improvvisamente lasciare la propria casa, senza sapere se ci si tornerà mai più, cercare la propria famiglia e  amici senza l’aiuto di un cellulare o di un indirizzo. Ma è possibile calarsi nei panni di un rifugiato, rendendo immaginabile ciò che sembra non poterlo essere?

Dai primi di luglio Humanity House, la casa museo all’Aia e piattaforma multimediale dedicata alla vita dei rifugiati, ha inaugurato la stagione estiva del suo cinema all’aperto. Anche quest’anno, nonostante le difficoltà legate alla pandemia, il programma di documentari e film è molto ricco. 

In programma le seguenti pellicole:

Objector di Molly Stuart (Eng, 75 min)

Come tutti i giovani israeliani, Atalya è obbligato a diventare un soldato. A differenza di molti, mette in discussione le pratiche dei militari del suo paese e diventa determinata a sfidare questo rito di passaggio. Nonostante i disaccordi politici e le preoccupazioni personali della sua famiglia, rifiuta il dovere militare e viene imprigionata per il suo dissenso. Il suo coraggio spinge chi le sta intorno a riconsiderare le proprie posizioni morali e il proprio potere personale. Objector segue Atalya in prigione e oltre, offrendo una finestra unica sul conflitto israelo-palestinese dal punto di vista di una giovane donna che cerca la verità e si schiera a favore della giustizia.

 

Before you know it di PJ Raval (Eng, 110 min)

Dennis è un vedovo dal cuore tenero, settantenne, che inizia a esplorare la sua identità sessuale e la sua passione per l’abbigliamento femminile con il nome di “Dee”. Ty è un appassionato attivista LGBT che non sente già le campane nuziali da quando i matrimoni gay sono celebrati a New York. Robert “The Mouth” è un esuberante proprietario di un bar che lotta quando l’istituzione del suo quartiere viene minacciata. Nati prima dell’era dei diritti civili, questi uomini sono stati testimoni di un incredibile cambiamento nella loro vita, dalle rivolte di Stonewall e dalla liberazione dei gay, alla pandemia di HIV/AIDS e alla Queer Nation, ai matrimoni gay e a Lady Gaga, e sono vissuti per diventare parte di una generazione di anziani “out” senza precedenti.

 

Antigone di Sophie Deraspe (French, 109 min)

L’adattamento provocatorio della regista  Sophie Deraspe dell’omonima tragedia greca rielabora la storia della ricerca di giustizia di una donna come commento all’esperienza degli immigrati nella Montreal contemporanea.

Cutie and the Boxer di Zachary Heinzerling (Eng/Jap, 82 min)

Il film racconta la difficile relazione quarantennale tra Ushio e Noriko Shinohara, marito e moglie nati in Giappone, entrambi artisti che vivono a Brooklyn. Ushio Shinohara è un protagonista del mondo dell’arte contemporanea, noto per la sua pittura con un paio di guantoni da boxe imbevuti di vernice e le sue gigantesche sculture di cartone che raffigurano motociclette. La loro famiglia ha lottato finanziariamente per molti anni. Noriko, che ha più di vent’anni meno di Ushio, ha messo da parte la propria carriera artistica per crescere il figlio Alex e lavorare – non retribuita – come assistente, receptionist e chef di Ushio.

Bubbling: Bandje 64 di Wensly Francisco & Sanderijn Loonen (Dutch, 30 min)

Pester e Moortje sono i fondatori del Bubbling. Il loro stile ha avuto un’enorme influenza sui DJ olandesi e sulla musica di tutto il mondo. Bubbling non è solo musica, ma anche il suono della generazione di immigrati delle Antille che sono arrivati in Olanda negli anni ’80.