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CINEMA 48h film project, un lungo week end di riprese

Nome: Jan o Jannie Kranenburg (ingegnere)

Oggetto: Un vecchio calzino

Battuta: Dimentico i nomi, mai le facce

Genere: Assegnato a caso a ogni singola squadra

Prego, avete 48h per tirare fuori un cortometraggio coi fiocchi. Impossibile? Forse no.

Lo sanno bene i partecipanti al 48h film project 2015 di Amsterdam, che il 13 maggio scorso hanno visto proiettato al cinema het Ketelhuis i loro sudati progetti.

Ma cos’è il 48h film project? L’idea è importata dagli Stati Uniti con lo scopo di promuovere il filmaking facendo leva sulla creatività estrema dei partecipanti. Difficile immaginare cosa voglia dire portare a termine un film scoprendo all’ultimo secondo di quale genere occuparsi. Eppure sta qui il bello del 48h, sfidare i cineasti, o aspiranti tali, a una gara contro il tempo, per poter dimostrare che anche sotto pressione si possono creare dei bei lavori. Gioco di squadra, organizzazione e improvvisazione, diventano le parole chiave per riuscire a confezionare un cortometraggio in così poco tempo. Le squadre in genere si preparano al massimo, per quanto possibile: diverse sceneggiature cercano di anticipare il genere; si prenotano mesi prima location, che si spera siano facilmente adattabili; soprattutto, però, vengono preparati litri di caffè da distribuire, perché è certo che i partecipanti sfrutteranno le 48 ore dal primo all’ultimo minuto, senza prendere prezioso tempo dormendo.

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Un’avventura entusiasmante, che culmina nella serata di anteprima, dove non solo si possono vedere i risultati, ma anche ascoltare i racconti dei protagonisti stessi ai quali è dedicato un question time.

Ma un film girato in 48h sarà almeno guardabile? La risposta è sorprendentemente positiva. È incredibile vedere quante buone idee riescano a prendere forma in così breve tempo e soprattutto è ammirevole constatare che una buona troupe sia in grado di realizzare film gradevolissimi. Ciò che rende interessante, e anche piuttosto divertente, la visione dei cortometraggi è che nonostante a ogni squadra venga assegnato un genere diverso, gli altri elementi quali nome, oggetto e battuta, sono uguali per tutti. Si scopre, così, che un vecchio calzino può ritrovarsi in una commedia, come in un horror, ma anche in un film d’amore. Alla fine ci si troverà a discutere non solo di com’erano i cortometraggi in sé, ma anche di chi ha avuto l’idea più originale sull’inserimento della battuta, oppure su quale Jan risultava il più credibile. Un’avventura, quella del 48h, che si ripete ad Amsterdam ogni anno dal 2007 e che ha tutta l’intenzione di proseguire.

Se siete cineasti e volete mettere alla prova voi stessi e il vostro team, correte sul sito del 48h e prendete le informazioni necessarie per il prossimo concorso. Qualcuno dirà che è un po’ prematuro, visto che si è appena conclusa la versione del 2015, e forse lo è, ma per avere successo in questo tipo di contest l’organizzazione è tutto.

Ultimo consiglio per chi volesse intraprendere quest’avventura: aspettatevi l’inaspettato.


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