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Cimeli nazisti rubati in due musei olandesi. Ancora nessuna pista concreta

CoverPic | Author: Wolfmann | Source: Wikimedia | License: CC 4.0 International

Il mistero dei furti dei cimeli nazisti in due musei olandesi dedicati alla Seconda Guerra Mondiale è lontano dall’essere risolto.

Il War Museum Eyewitness di Beek, nel Limburgo, è stato il primo ad essere colpito all’inizio di agosto. Il frutto sembrava essere uscito dalla penna di uno sceneggiatore di un film d’azione hollywoodiano: un minibus messo di traverso per bloccare l’arrivo della polizia, sette persone sincronizzate alla perfezione, 4 minuti e 48 secondi il tempo totale del blitz, l’arrivo delle forze dell’ordine pochi secondi dopo la fuga dei ladri.

Bottino? Medaglie, documenti personali, un’uniforme del generale tedesco delle SS Richard Hildebrandt e un raro Fallschirmjägergewehr, un fucile usato dai paracadutisti tedeschi, del valore di 50.000 euro.

L’uniforme, ricorda il direttore del museo Wim Seelen, è un pezzo unico e da sola vale la bellezza di 150.000 euro. Anche il fucile, identico a quello che è stato rubato al museo della guerra di Ossendrecht “è piuttosto raro. Dei 2.500 prodotti al tempo solo 200 sono sopravvissuti”.

E proprio il museo di Ossendrecht è stato il secondo obiettivo nell’arco di poco tempo. Scassinato due settimane fa, i ladri sono fuggiti con centinaia di rare uniformi, sia dell’esercito nazista che di quello americano e britannico.

 

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De Nederlandse soldaten tijdens de mobilisatie en meidagen van 1940

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A tre mesi dal furto la polizia non è stata in grado di rintracciare nessuno degli oggetti rubati. Seelen pensa a un furto su commissione – anche se un cimelio nazista difficilmente potrebbe essere usato come garanzia o riscatto per uno scambio tra criminali – o a qualche gruppo di estrema destra.

Certo è che i furti sono serviti da campanello d’allarme per altri musei di guerra, grandi e piccoli, di cui circa 80 nei Paesi Bassi. Il museo di guerra di Overloon non sembra correre rischi ma ha preferito affidare due preziosi libri, uno dei quali contiene documenti del campo di Auschwitz, al centro di documentazione bellica NIOD per essere custoditi.

Il museo di Beek, che attualmente è in attesa di un pagamento assicurativo di oltre un milione di euro, può ancora raccontare la sua storia, ha detto Seelen, perché i diorami che guidano il visitatore attraverso gli eventi della guerra e che si trovavano al secondo piano sono stati lasciati intatti. Il museo è oggi aperto, ma chiuderà tra novembre e aprile e, “sì, anche a causa dell’effrazione”, ha chiosato il direttore.

“Alcuni dei musei, come quello di Ossendrecht, sono il risultato di collezioni private e purtroppo la sicurezza non è sempre all’altezza”, ammette Seelen. Il direttore del museo ha concluso, lanciando un monito ai ladri: “conosco alla perfezione gli oggetti rubati. Se dovessero essere messi all’asta o su un sito, so che sono i nostri”