The Netherlands, an outsider's view.

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EXHIBITION

Cibo, amore e morte: ad Amsterdam le opere di Roos Van Geffen sulla caducità della vita

Eat Love Die è una mostra dell’artista Roos van Geffen sulla caducità della vita al Nederlands Uitvaart Museum Tot Zover, in mostra fino al 24 maggio 2020.Il  particolare museo racconta i nostri rapporti con la morte e si trova nel cimitero De Nieuwe Ooster di Amsterdam.

Roos van Geffen (1975) è circa a metà della sua vita e sta sperimentando la mortalità di tutto ciò che la circonda, ora più che mai. Cosa scompare quando qualcuno muore, quali tracce si lasciano dietro? La mostra consiste in una combinazione di opere  che vanno dal libro e l’installazione sonora Media Vita, l’installazione video Hand Over al sensuale trittico Eat Love Die.

Van Geffen fa riflettere lo spettatore sul proprio rapporto con la vita e la morte, come si vede chiaramente in The Last Month (2020). Dieci cortometraggi mostrano sempre la stessa mano. A volte la mano si muove con forza, a volte sembra consolarsi. La mano si muove sempre più lentamente, perde colore, la vita lentamente scompare. L’artista si focalizza sulle diverse emozioni e crea immagini poetiche. I riferimenti alle immagini classiche della nostra ricca storia dell’arte sono sottili.

Esposte in mostra ci sono anche le foto della serie Unsharp Days (2018) che si riferiscono ai misteriosi e nebbiosi ritratti onirici del pittore Matthijs Maris.

Nel trittico Eat Love Die (2020) si possono ammirare diverse rappresentazioni della ciliegia. La prima mostra una foto in bianco e nero di otto ciliegie. La seconda è una registrazione video di una bocca dipinta di rosso che mangia tutte e otto le ciliegie. Il nocciolo viene sputato verso lo spettatore. I piccioli sono annodati ad arte con la lingua a formare un otto che ricorda il segno ∞ dell’infinito, sensuale controparte della morte continuamente presente nella nostra vita. Infine, tutti gli otto steli sono ordinatamente disposti su carta e incorniciati.

Centrale è l’installazione Media Vita (2019-2020), realizzata dopo la morte del padre di Van Geffens. L’uomo amava la fotografia e collezionava libri fotografici; la sua collezione ne contava più di mille. Cosa doveva farne Van Geffen? È andata a cercare il significato dei libri e delle foto. Sfogliando libri e foto, l’artista ricostruisce una storia per immagini che cerca di catturare una vita dall’inizio alla fine e viceversa.