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Sint: Dick Maas e il suo Sinterklaas dell’orrore

In occasione del Natale, Martina Bertola ci racconta la versione horror e assassina di Sinterklaas

di Martina Bertola

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Sint è un film di produzione olandese del 2010, diretto da Dick Maas. Per chi non lo conoscesse, Maas è un regista con all’attivo 10 film. Tra i più famosi ricordiamo De Lift, dove un ascensore assassino scatena il panico in un palazzo, e Amsterdamned, dove un sub assassino scatena il panico tra i canali di Amsterdam. Insomma diciamo che se c’è qualcosa di assassino e un po’ di panico, è probabile che dietro la macchina da presa ci sia Maas.

Del resto Sint non fa eccezione.

Scordatevi il sorridente Sinterklaas, amico dei bambini, il film non parla di questo. Racconta, invece, di St. Niklas un avaro e spietato vescovo del quindicesimo secolo, che sbarca sulle coste olandesi solo per depredare e uccidere i poveri contadini, i quali alla fine si ribellano dando fuoco a lui, alla sua nave e ai suoi scagnozzi. Purtroppo questo rogo porterà lo spirito tormentato e arrabbiato di St. Niklas a tornare ogni qualvolta il cinque dicembre coincide con la luna piena.

Nel 1968 il piccolo Goert vede sterminata la sua famiglia, ad opera di uno spettrale “Sinterklaas”. Questo evento traumatico farà sì che Goert, nel 2010, quando ormai è un adulto poliziotto, cerchi di convincere il suo capo che 42 anni dopo St. Niklas è pronto a tornare. Inutile dire che non viene preso sul serio. Grave errore, perché St. Niklas torna più cattivo che mai e inizia a mietere le sue vittime. Una delle quali doveva essere Frank, un giovanotto un po’ imbranato, che si salva quasi per caso dagli attacchi di Sint e che alla fine aiuterà Goert per mettere in atto lo stratagemma finale per eliminare lo spirito.

In generale è un film divertente nell’idea, ma abbastanza sciapo nella realizzazione. Nonostante le buone premesse non è un horror ben riuscito. Gioca con degli elementi classici, dalle nenie infantili e inquietanti, alle atmosfere nebbiose e tenebrose, ma la verità è che sa tutto di già visto. Spesso si ha l’impressione che il film scada un po’ verso il trash, ma non in maniera molto controllata. A un certo punto scene d’azione, a volte al limite del grottesco, hanno la meglio su uno sviluppo più completo della trama. Insomma partenza buona, ma ci si perde per strada.

Aprendo la parentesi curiosità, c’è da sapere che a Bari pare che il film abbia suscitato una certa indignazione, in quanto lederebbe la figura del patrono San Nicola.

Il film ha avuto qualche grana anche in patria, dove un’associazione di genitori ha provato a bandire dalle città i manifesti del film, raffiguranti un Sinterklaas mostruoso. Non solo, però, il giudice ha minimizzato la cosa, facendo notare che l’immagine era scura e poco definita, ma Maas si è preso una rivincita non da poco, vedendosi assegnato il premio TV krant film poster award, ovvero il premio come miglior locandina del 2010.

Senza dubbio Maas gioca sul sicuro, prevenendo ulteriori polemiche, eliminando la figura di Zwarte Piet. Gli scagnozzi di Niklas sono luridi e “politicamente corretti” pirati.

 

 

 


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