The Netherlands, an outsider's view.

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Chiusura Horeca in Belgio, artigiani della birra e del vino riaprono sul web

Domenica sera, a causa delle nuove norme anti-covid in Belgio, bar, caffè e ristoranti sono stati costretti alla chiusura. Un ulteriore duro colpo per il settore, ma anche per tutti i loro fornitori. Una decisione che avrà un forte impatto sulle vendite per birrerie, artigiani e grossisti che commerciano soprattutto con il settore Horeca. Per limitare i danni, tanti si rivolgono ai privati vendendo le rimanenze su internet, attraverso consegne a domicilio, come riporta il quotidiano RTBF.

“Qui teniamo tutte le casse pronte da fornire al nostro collaboratore, che si occupa della consegna dei prodotti a Bruxelles” spiega Samuel Languy, proprietario di un microbirrificio attivo sul fronte delle vendite online già da marzo. “Durante la quarantena abbiamo venduto più o meno 3000 casse. Da giovedì, abbiamo riaperto le vendite online, consegnandone un centinaio” afferma. “Speriamo, quindi, che la gente continui a volere bere della buona birra fino a che i bar resteranno chiusi: è l’unico modo che abbiamo di sopravvivere”.

A causa del Covid, anche i viticoltori in Belgio hanno ritenuto necessario intraprendere questa strada. “Nessuno può fare a meno del commercio online se vuole vendere a privati”, afferma Thierry Lejeune, viticoltore urbano che produce il suo vino nel cuore di Bruxelles.

Se prima la vendita a piccoli clienti era marginale per il suo commercio, ora Thierry ritiene che sia importante inserirsi nel commercio online. “Penso che un piccolo produttore come me, debba essere aperto a tutti i canali di vendita” afferma mentre spreme la sua uva.

La chiusura imposta ai settori Horeca, è stata una rampa di lancio per questo amante del buon vino, che aveva già l’idea in mente da tempo. Il Covid ha solamente accelerato la sua vendita in formato 2.0.

Soluzione a lungo termine?

Se le vendite di bevande alcoliche aumenteranno, quando i locali riapriranno la soluzione del commercio online rimarrà ugualmente stabile ? Non la pensa così Samuel Languy, che ha visto le cifre delle vendite online diminuire esponenzialmente, alla fine del lockdown. “Il numero di vendite continuava a precipitare: dalle decine di consegne al giorno, siamo passati a due o tre a settimana”.

Il gestore di una birreria, quindi, crede che le vendite online possano rimpiazzare una buona birra servita a tavolo? “Rimango dell’idea che i belgi preferiscano bere un boccale di birra al bar piuttosto che a casa” conclude Samuel.