Il club De School di Amsterdam chiude definitivamente; venue nata dal gruppo del Trouw, un club che ha segnato la vita notturna underground della capitale negli anni ’10 del 2000, non è riuscita a rimanere a galla con la chiusura prolungata. Il proprietario Jochem Wertheimer lo ha annunciato stamattina.

Secondo una nota del management, il proprietario e il gruppo erano impegnati nel disegnare un futuro nel post-corona ma la situazione finanziaria ha riportato tutti alla dura realtà.

La decisione arriva solo ora perchè la venue attendeva i rapporti sulla situazione economica degli ultimi mesi, funestati dalla chiusura. E a quanto scrivono su FB, questa situazione è peggiore di quanto ci aspettassero. I costi e i debiti si sono accumulati e ormai è difficile farvi fronte, ha spiegato Wertheimer sulla pagina FB, impegnato ora ad evitare di dover dichiarare fallimento.

Per ora, si legge nella dichiarazione, bar, ristorante e terrazza rimarranno aperti. Ma non è solo Covid: stando a 3voor12, il De School ha dovuto affrontare anche un’altra crisi: le critiche piovute a causa dello staff “troppo bianco” per uno spazio che si considera un’avanguardia multietnica ad Amsterdam.

La venue era uno dei locali “berlinesi” della città: uno dei pochi ad avere licenza h24 e ad aver mantenuto quella prospettiva DIY (l’edificio è una vecchia scuola in disuso) in larga parte scomparsa da Amsterdam. La scuola, in ogni caso, doveva essere lasciata nel 2021 ma l’organizzazione -abituata a ‘cambi di casa’- stava pensando già ad un nuovo progetto; progetto che il dissesto finanziario-corona potrebbe far svanire per sempre.