The Netherlands, an outsider's view.

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Child Focus, la riapertura delle frontiere post-Covid aumenta il rischio di rapimenti di minori

L’ultima fase di allentamento delle misure di lockdown, e in particolare l’apertura delle frontiere nell’area Schengen il 15 giugno, comporta il rischio di un aumento di rapimenti da parte di uno dei genitori, secondo Child Focus.

L’ente benefico, che si occupa principalmente della scomparsa e dello sfruttamento sessuale dei bambini, si occupa anche dei rapimenti a opera dei genitori – in cui uno dei due partner in una coppia separata porta il figlio fuori dal Paese senza il consenso dell’altro genitore. Il problema è particolarmente rilevante nelle coppie con origini straniere o coppie di nazionalità mista: uno dei due partner riporta il bambino nella propria patria e l’altro genitore deve quindi avviare una battaglia legale per far tornare il figlio.

In base alla Convenzione de L’Aia nel 1980, il diritto internazionale stabilisce che il paese in cui il bambino è normalmente residente è competente fino alla risoluzione del caso. In questo modo, il genitore rimasto non è costretto a combattere attraverso un sistema legale straniero e non familiare. Questo, però, vale solo per i firmatari della Convenzione. In altri Paesi, come l’Iran, l’Arabia Saudita e la Giordania, sono i tribunali locali ad avere giurisdizione.

Sempre secondo la Convenzione, l’unica ragione per cui un tribunale di un altro Paese può rifiutare di restituire il minore è se “esiste un grave rischio che il suo ritorno lo esponga a un danno fisico o psicologico o lo collochi in una situazione intollerabile”. Ma qualunque siano le vie legali aperte al secondo genitore, l’atto del rapimento  è traumatico sia per i genitori che per i figli. Secondo Child Focus, nel 2019 sono stati segnalati 487 casi di questo genere di rapimento, che hanno coinvolto 905 bambini. Si è attestato un aumento del 50% rispetto al 2018.

Quest’anno, tuttavia, è stato finora caratterizzato dalla chiusura delle frontiere, rendendo quasi impossibile il rapimento. Nonostante il lockdown, Child Focus ha ricevuto nove segnalazioni di rapimenti tra il 13 marzo e il 7 maggio, quando hanno avuto luogo i primi rilassamenti delle misure. Ora Child Focus teme che, con la riapertura dei confini, molti genitori coglieranno l’opportunità di rapire i propri figli. Il problema è aggravato dall’elevato numero di conflitti coniugali segnalati durante il blocco, quando i problemi nel matrimonio sono stati aggravati dalla vicinanza forzata delle coppie.

La riapertura delle frontiere il 15 giugno, unita ad un aumento del numero di controversie familiari e divorzi durante il coronavirus, potrebbe innescare un numero maggiore di rapimenti di minori“, ha dichiarato la portavoce di Child Focus Hilde Demarré. L’associazione ha preparato un semplice messaggio per i genitori: “Non ti è permesso di andare con i tuoi figli in un altro paese se non hai il consenso dell’altro genitore”, ha spiegato Demarré. “È essenziale raggiungere un accordo in anticipo. In caso contrario, seguiranno lunghe e dolorose battaglie tra i due partner e questo è qualcosa che desideriamo evitare, nell’interesse dei genitori, ma soprattutto dei figli”.