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CULTURE

Chi tradì la famiglia Frank? Dopo 75 anni, la svolta: l’arresto sembrerebbe di natura casuale

Il Cold Case Diary Team prosegue le indagini per fare luce sulla vicenda. E le conclusioni di oggi portano alla luce dati molto interessanti



Dopo più di due anni in soffitta, gli ufficiali nazisti tedeschi e olandesi hanno scoperto la famiglia Frank il 4 agosto 1944. Ma chi (o che cosa) li ha traditi? Ancora oggi, 75 anni dopo, siamo di fronte ad una domanda senza risposta

Tuttavia, storici, scienziati e persino analisti forensi ci permettono di formulare nuove ipotesi: sembrerebbe infatti che l’arresto non sia avvenuto per una soffiata, ma per caso.

Negli ultimi anni, gli esperti hanno sospettato di più di 30 individui; gli impiegati del magazzino di Otto Frank per esempio, come Wilhelm Geradus van Maaren, o chi era di passaggio, come Lena Hartog-van Bladeren. Ma non ci sono prove per confermare nulla. 

Il diario, celebre in tutto il mondo, è diventato, per gli olandesi, simbolo di eroismo e altruismo durante la Seconda Guerra Mondiale. La storia di Anna Frank però sorvola sulla collaborazione tra Paesi Bassi e forze d’occupazione: la guerra ha decimato ben l’80% della popolazione ebrea olandese.

Secondo Emile Schrijver, direttore del Joods Historisch Museum e del Quartiere Culturale Ebraico ad Amsterdam, agli olandesi è servita un’intera generazione per far fronte alla realtà e prendere atto del complice ruolo giocato nella persecuzione ebraica. 

Il Cold Case Diary

Nonostante questo, l’ipotesi che i Frank non siano stati affatto traditi è del tutto plausibile: gli ufficiali non arrivarono con i mezzi di trasporto necessari, e dovettero improvvisare, quindi non era un atto premeditato. Uno dei tre funzionari poi, indagava su crimini di natura economica. Infine, due persone vennero arrestate per aver recapitato ai Frank i buoni per le razioni al mercato nero, ma uno dei due casi venne archiviato poco dopo; probabilmente uno dei due imputati strinse un patto con l’ufficiale che scoprì i buoni e partecipò all’arresto. 

Purtroppo, in definitiva non c’è nessuna prova. Ma ci si avvicina sempre di più alla verità.

La scientifica, la criminologia e gli esperti di analisi forense portano avanti le indagini: una ricostruzione 3D del nascondiglio dei Frank permette anche di percepire come i suoni viaggiassero attraverso le mura degli edifici vicini. 

Questa équipe, il Cold Case Diary Team, pubblicherà i risultati emersi l’anno prossimo. 

Anche se potrebbe essere troppo tardi per fare giustizia, è importante comprendere a fondo ciò che è accaduto in passato, per meglio approfondire i rapporti umani e prepararci al futuro.






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