The Netherlands, an outsider's view.

The Netherlands, an outsider's view.

CULTURE

Chi ha paura dell’identità olandese? CDA e VVD chiedono più spazio per i “certificati di nascita” dei Paesi Bassi

Dopo la recente decisione del museo di Amsterdam di abbandonare la dicitura "età dell'oro", i partiti di governo promuovono l'importanza degli eventi che portarono all'indipendenza dei Paesi Bassi



Due partiti della coalizione di governo hanno chiesto che i documenti chiave della fondazione dei Paesi Bassi siano messi in mostra per rendere la storia olandese più “visibile”.

Pieter Heerma e Klaas Dijkhoff, leader parlamentari rispettivamente del partito cristiano-democratico (CDA) e del partito liberale (VVD), hanno provato a sollevare la questione nei due giorni di dibattito successivi al discorso del re e alla legge di bilancio in discussione questa settimana.

Heerma e Dijkhoff vorrebbero che i documenti storici fondativi della storia olandese – l’Unione di Utrecht del 1579, l‘Apologia di Guglielmo d’Orange de 1580, in cui giustifica la ribellione contro il re spagnolo Filippo II, e l’Atto di abiura del 1581, in cui le province dell’Unione di Utrecht dichiararono l’indipendenza dal dominio spagnolo – siano fruibili dal pubblico in una mostra permanente.

I due politici, infatti, sostengono che gli olandesi non siano abbastanza a conoscenza di quelli che definiscono i “certificati di nascita” del Paese e che il ministro della cultura Ingrid van Engelshoven avrebbe dovuto far di più per sottolineare la loro importanza.

“Dovremmo essere orgogliosi della nostra storia e dovremmo metterla in mostra”, hanno sottolineato i due. L’Atto di abiura (Plakkaat van Verlatinghe) firmato nel 1581 dalle diciassette province settentrionali protestanti che formavano l’Unione di Utrecht per dichiarare formalmente l’indipendenza dalla Spagna di Filippo II, è visto da molti storici come uno dei documenti che ispirarono la Dichiarazione di indipendenza americana due secoli dopo.

L’appello degli esponenti di CDA e VVD arriva sulla scia di un acceso dibattito della scorsa settimana, innescato dall’annuncio del Museo di Amsterdam nel non volere più utilizzare il termine “età dell’oro” in riferimento al XVII secolo.

Durante la consueta conferenza stampa di venerdì scorso il primo ministro Mark Rutte ha bollato la decisione come “no sense” e ha rivendicato che avrebbe continuato ad usare il termine “età dell’oro” in riferimento al XVII secolo olandese. In precedenza la direttrice del museo Judikje Kiers aveva pubblicamente riconosciuto di voler porre maggiormente l’accento sulla “povertà, la guerra, il lavoro forzato e la tratta di esseri umani” che sono alla base della prosperità di Amsterdam.






31mag.nl è un progetto indipendente di giornalismo partecipativo.
Raccontiamo gli esteri da locals, non da corrispondenti o inviati.

Diamo il nostro apporto all’innovazione nei media con news,
reportage e video inediti in italiano. Abbiamo un taglio preciso ma obiettivo.

RECHARGE US!