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Chi è Sammi Mahdi, il sottosegretario di minoranze che vuole rimpatriare i richiedenti asilo

Sammymahdi, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il governo De Croo, dopo quasi 500 giorni, è stato formato. È stato affidata al giovane Sammi Mahdi, classe ’88, la questione dei migranti e dei richiedenti asilo.

Sammi è figlio di madre fiamminga e padre iracheno, giunto in Belgio come rifugiato nel 1970. Ha studiato scienze politiche a Bruxelles, per poi specializzarsi in diritto europeo e internazionale. Opinionista di punta per il quotidiano conservatore De Morgen, la sua formazione politica è avvenuta nel partito Cristiano-democratico fiammingo (CD&V): da membro della giovanile del partito, a quasi-leader del CD&V stesso. Il 2020 è stato un anno, in qualche modo, di svolta per Mahdi: a marzo di quest’anno è entrato per la prima volta nel parlamento federale, eletto nella circoscrizione del Brabant fiammingo, e a ottobre è arrivata la nomina a sottosegretario nel neonato governo De Croo, con la delicata delega ad asilo e migrazioni. 

Il suo approccio, almeno dalle prime dichiarazioni di principio, sembra più vicino a quello “umano ma rigoroso” di Maggie De Block che a quello “frontiere chiuse” del falco nazionalista fiammingo Theo Francken. Ma nei fatti, il neo-sottosegretario, che si auto definisce “un Barack Obama” ma “di centro destra”,  della sua esperienza di famiglia con le migrazioni ha mantenuto poco nella politica: aumentare i rimpatri, infatti, è il punto principale della sua azione.

Di tutti i migranti che non riescono ad ottenere l’asilo, solo il 18% viene rimandato in patria è la sua constatazione. Molti migranti irregolari restano invece in Belgio: si stima che siano tra i 120 000 e i 150 000. L’obiettivo di Mahdi è di far scendere questo numero, spingendo sul rimpatrio volontario e soprattutto premendo sull’acceleratore delle espulsioni anche in presenza di procedure d’appello in corso.

Il nuovo sottosegretario vuole portare avanti delle politiche che siano bilanciate: severe, ma non disumane, dice.  I migranti che non potranno rimanere in Belgio legalmente verranno mandati indietro tramite un sistema di centri di accoglienza. Ma per il gruppo Plateforme Citoyenne -BxlRefugees- Burgerplatform, l’emergenza è aumentare i servizi sanitari e di assistenza per coloro che arrivano, e assistere i migranti nella compilazione dei documenti per la richiesta di asilo.

Mahdi è inoltre un fautore di centri amministrativi chiusi, nei quali -insomma- i richiedenti asilo con procedura scaduta venissero detenuti in attesa dell’espulsione, idee che ricalcano quelle del nazionalista Theo Francken.

In una intervista del 2017, Sammy Mahdi, si diceva non distante dalle posizioni del falco N-VA: “Non possiamo salvare tutte quelle persone [i migranti]. Quei trafficanti di persone convincono le loro vittime che verranno comunque salvate. Lo dimostrano anche le loro navi: 3 anni fa erano ben equipaggiate. Adesso sono gommoni, perché comunque qualcuno arriverà a recuperarle. Quelle ONG a questo non pensano”. Secondo Mahdi, intervenire con la Difesa per salvare i migranti è stato un errore: “È molto brutto che quelle persone anneghino ma se non esiste alcun piano al di fuori di mantenere quelle rotte del traffico di esseri umani, allora siamo in parte responsabili. Se quei salvataggi non avvenissero  quei trafficanti di persone non potrebbero approfittarsi. Forse si sarebbe potuta impiegare più energia per chiarire ai rifugiati prima che partissero quali fossero i rischi”.

Altra controversia hanno suscitato le sue uscite contro giovani di minoranze, dopo un episodio di cronaca che ha riguardato scontri tra giovani di origine ivoriana e altri di origine marocchina che ha definito “mascalzoni” originari di altri Paesi, che si approfittano della situazione.