Se la vicenda di Radovan Karadzic non riguardasse una delle pagine più drammatiche della storia contemporanea d’Europa, potrebbe essere classificata certamente tra quelle grottesche. “Il macellaio di Bosnia” come lo hanno ribattezzato i familiari delle vittime deve rispondere di 11 capi d’imputazione per crimini di guerra, tra i quali quello di genocidio. Le responsabilità contestate dalla pubblica accusa, riguardano le vicende più tragiche della guerra in Bosnia, combattuta tra il 1992 e il 1995. Karadzic era allora presidente della Repubblica Srpska, un’entità giuridica serba nata dopo il collasso dell’ex Yugoslavia e considerata uno “stato fantoccio” alle dipendenze di Belgrado; secondo la pubblica accusa, le stragi di Sarajevo, Srebrenica e Mostar sarebbero state operazioni di pulizia etnica orchestrate da Kradzic e dal più alto ufficiale in grado delle milizie serbe, Ratko Mladic, con l’obiettivo di cancellare la presenza musulmana dal nuovo stato. Gli accordi di Dayton del 1995 hanno poi mantenuto la struttura della repubblica, come componte costitutiva della Federazione bosniaca. Da allora al 21 luglio 2008, data del suo arresto a Belgrado e dell’estradizione all’Aja, Karadzic è stato latitante.

13 anni in fuga: una nuova identità e l’attività di “medicina alternativa”

Di professione psichiatra, Karadzic è entrato in politica nel 1989, fondando in Bosnia il Partito democratico serbo, un movimento nazionalista che si poneva come obiettivo la ricostituzione della “Grande Serbia” con l’unificazione della Bosnia con Belgrado. Dopo il mandato di cattura emesso nel 1995, all’indomani degli accordi di pace, Karadzic è riuscito a sfuggire all’arresto assumendo l’identità di  “Dr. Dragan David Dabić” esperto in medicina alternativa.Radovan_Karadzic_2008 Con il volto coperto da una folta barba e capelli lunghi, l’uomo ha vissuto tra Austria, Bosnia e Serbia partecipando a diversi eventi pubblici. Come terapista ha esercitato alla luce del sole, offrendo addirittura su internet i suoi servizi. E’ stato arrestato nei pressi di Belgrado nel 2008.

L’arresto e il processo

Karadzic ha rinunciato da subito al legale e si è difeso da solo, respingendo ogni accusa. Secondo l’ex politico serbo, le atrocità sarebbero state compiute da alcune milizie dell’esercito serbo-bosniaco ma lui non avrebbe avuto alcun ruolo nei crimini.