Photo: screenshot TweedeKamer.nl

Pieter Omtzigt è considerato oggi un eroe nazionale, l’unico politico sul quale, probabilmente, pochi hanno qualcosa da dire, anche se è nel CDA,  il partito cristiano democratico –formazione della ormai ex maggioranza-  e per quattro anni ha sostenuto il governo Rutte III.

Omtzigt, insieme alla collega socialista Renske Leitjen, sono i due deputati che hanno fatto scoppiare lo scandalo dei sussidi in Olanda, gli unici ad aver dato retta alle famiglie che lanciavano segnali d’allarme fin dall’inizio e soprattutto i due a non aver mollato la presa anche quando il governo in carica aveva serrato le fila, per cercare di smorzare il caso sul nascere.

La posizione di Omtzigt, poi, è stata fin dall’inizio molto scomoda: il deputato CDA è stato infatti il grande accusatore dello stesso governo che sosteneva e oggi, quando le dimissioni sono state formalizzate, uno dei pochi ad aver messo in guardia dal rischio che i problemi strutturali emersi con lo scandalo, non vengano risolti.

Ma chi è Pieter Omtzigt? 47 anni, nato a Den Haag, studi economici, un Erasmus e un dottorato in Italia è in parlamento da 17 anni e si occupa di questioni relative a tasse ed economia. Stando ad un ritratto del Volkskrant, Omtzigt non è sicuramente un politico che ama palco e scontri eppure, si è trovato a condurre, quasi da solo, una battaglia di civiltà contro un sistema politico intero.

Il suo lavoro per far venire a galla lo scandalo dei sussidi è iniziato quando l’avvocata di un gruppo di genitori accusati di truffa si è rivolta a lui nel 2017: i documenti che Eva González Pérez, questo il nome dell’avvocata, gli ha consegnato sono stati l’inizio del lungo percorso che ha fatto scoppiare la bomba e oggi ha costretto il governo alle dimissioni.

Secondo il Volkskrant, la sua azione è ancora più lodevole perché condotta contro i suoi interessi e contro quelli del partito che lo ha portato in parlamento. Omtzigt si è costruito la fama di uno tosto ma per la tenacia e la precisione nello spulciare i documenti fino all’ultimo paragrafo; e poi è diventato un vero e proprio incubo per l’amministrazione, a causa delle continue richieste di accesso agli atti. E per il suo stesso governo, per non essersi mai piegato davanti al rifiuto di pubblicare documenti; di fatto, si è trasformato, negli ultimi 3 anni, in un vero e proprio giornalista investigativo ma dalla posizione, solo in parte, favorevole di interno al sistema.

Sfavorevole, invece, per le tante chiamate ricevute da esponenti del governo che cercavano di capire fino a che punto volesse spingersi, spiega Volkskrant. Il senso di frustrazione e ingiustizia subito da persone deboli, gettate sul lastrico dall’amministrazione senza un motivo è stato raccolto e tradotto in un’azione politica da Omtzigt, che può essersi impersonato nella disperazione dei tanti cittadini di minoranze etniche colpiti dal Belastingdienst perché egli stesso è sposato con un’olandese di origine turca.

L’anno scorso, il parlamentare CDA e la collega Renske Leijten sono stati premiati come “rappresentanti del popolo dell’anno” e oggi, paradossalmente, dovrebbe essere tra quelli tesi per le dimissioni anticipate dell’esecutivo sostenuto da una maggioranza di cui fa parte. E invece, Pieter, si preoccupa delle vittime e della natura strutturale e non occasionale della terribile vicenda del toeslagen affaire