di Federica La Spina

CoverPic: Miriam Frosi / Source: Facebook

“La politica viene dal cuore: o ce l’hai o non ce l’hai”, così si racconta Miriam Frosi, consigliera al comune di Eindhoven. Nata a Gorgonzola, in provincia di Milano, Miriam è l’unica expat italiana di prima generazione tra i consiglieri comunali in carica in Olanda.  “Il mio sogno era aiutare la gente. Lo puoi fare in diversi modi: puoi diventare medico o puoi scegliere altre professioni. Io ho scelto la politica”, racconta a 31mag Miriam, madre di tre figli, giunta nei Paesi Bassi dieci anni fa per amore.

In Italia non aveva mai fatto parte di un partito ma in Olanda ha cambiato idea: convinta che fosse la sua strada, dopo aver imparato l’olandese, ha lasciato la società di revisione contabile per cui lavorava e ha deciso di investire la sua passione nel pubblico. Dopo un periodo da funzionaria al comune di Eindhoven, però, si è resa conto che l’amministrazione non era esattamente ciò che cercava: “Ho accettato con molto entusiasmo, però ad un certo punto mi sono resa conto che non era ciò che volevo. Cercavo più professionalità e c’erano anche delle visioni politiche che non vedevo mie”. Nel 2018 è arrivata l’occasione: Miriam ha trovato posto in una lista in corsa per il comune di Eindhoven ed è stata eletta nel CDA, il partito cristiano democratico.

In questo movimento, ci racconta la gemeenteraadslid, si è riconosciuta: il rispetto per la natura, la solidarietà e la responsabilità sono per lei principi fondamentali e e il CDA, con il sostegno alle associazioni, alle famiglie e alle persone in difficoltà rispecchierebbe in pieno questi valori. “Sono un essere umano che ha bisogno di altri esseri umani, più persone riesco ad aiutare, meglio mi sento”- ci dice – “ma lo Stato non può intervenire in tutto e per tutto, ed è necessario essere responsabili delle proprie azioni”.

Determinata e appassionata, il suo temperamento ha conquistato l’elettorato, e a proposito degli olandesi dice “è un popolo che io adoro, ma sono molto più pacati di noi”. La sua mossa vincente per agguantare il seggio è stato proprio puntare sugli expat di Eindhoven: con una campagna elettorale in 13 lingue, Miriam ha dimostrato di voler accorciare le distanze tra politici e cittadini, dando voce anche a chi non ne ha.

“Spesso l’olandese pensa agli olandesi, a coloro che vivono da generazioni in Olanda  ma i locals nati altrove”- racconta Miriam – “sono almeno il 30% di questa città. Secondo me era importante far capire a internationals, expats e immigrati che potevano dire la loro.”

D’altra parte, non è stato tutto rose e fiori: ‘sei italiana, che ti vota?’, ‘con il tuo accento olandese-italiano non si capisce niente’, e chi più ne ha più ne metta. Ma se l’obiettivo era distruggerla, hanno  fallito. “Chi la dura la vince”, ci dice una Miriam fiera di sé, “e io sono il risultato di una che ha continuato per la sua strada senza farsi intimorire.”

Ma a parte qualche battuta di cattivo gusto, “la stragrande maggioranza dei colleghi, sia nel suo partito che negli altri, sono persone piacevoli e assolutamente non razziste”, ci racconta la consigliera italo-olandese.

Miriam tiene particolarmente al dialogo Italia-Olanda e vede nello sviluppo multiculturale un arricchimento per tutti. A Eindhoven ci sono varie associazioni che promuovono la cultura italiana; tanti olandesi adorano l’Italia e l’Europa. “Per noi è importante non allinearci a quei partiti che vorrebbero lasciare l’Europa; questa propaganda populista è distruttiva. L’unione fa la forza e solo rimanendo insieme si può ottenere un risultato.”