Author: EU2017EE Estonian Presidency Source: Wikipedia License: Attribution 2.0 Générique

Chi è Mark Rutte? Girano da tempo, soprattutto fuori dall’Olanda, biografie che cercano di inquadrare l'”eroe” (per i frugali) del dibattito sul Recovery Fund e l’osso duro che il sud si è trovato a fronteggiare. E’ ricorrente la descrizione dell’uomo semplice che non ama lusso “vive da solo in un modesto appartamento, va al lavoro in bici e fa volontariato insegnando studi sociali in un liceo”, come scrive il Corriere della Sera. 

Ma una delle più interessanti biografie -e forse fonte primaria delle tante spuntate di recente sui portali italiani- l’ha scritta Vrij Nederland nel 2015 che lo definisce “trapezista politico”, inafferrabile “come una saponetta”. Era marzo del 2015 e le elezioni provinciali erano alle porte ma la situazione per il “Mr. no” delle trattative UE, era ben diversa da quella odierna: il suo governo era traballante e aveva perso da poco due pezzi grossi: il ministro Ivo Opstelten e il sottosegretario Fred Teeven si erano dimessi per uno scandalo legato ad un narcotrafficante. Simbolicamente una macchia per il partito “legge e ordine” del premier. Nel dibattito alla Camera che ne è seguito, ricorda VN, Rutte poteva chiudere la sua carriera.

E invece riuscì ad uscirne indenne e anzi rafforzato: il VVD ha tenuto e nella serata elettorale, appena venuto a conoscenza dell’ottima tenuta del suo partito, Rutte ha dispensato complimenti a centro e sinistra che erano usciti vincitori dalla tornata. La sua calma e il suo ottimismo pubblico gli hanno guadagnato molto favore: nel 2006 divenne il leader di un partito liberale “balcanizzato” e ridotto ai minimi termini che nel 2010 ha portato alla vittoria, diventando il primo premier liberale del Paese. Dopo neanche due anni di governo con l’appoggio esterno di Geert Wilders, la coalizione di destra-destra è andata in pezzi ma lui è riuscito, comunque a salvarsi, con l’aiuto dei rosso-verdi del Groenlinks e del D66.

Poi ha rivinto le elezioni e si è guadagnato dal Telegraaf l’appellativo di “Marx Rutte”: governava con i laburisti, in un esecutivo di destra-sinistra, e ha mandato su tutte le furie un bel pezzo del suo partito; ha peso di nuovo la maggioranza al Senato e allora l’aiuto è arrivato da due partiti cristiani, uno dei due noto per le posizioni sessiste ed omofobe (eppure il VVD è il partito preferito da una parte consistente della comunità LGBT). Nel 2017 il suo è stato ancora il primo partito ma per formare un governo ci sarebbero voluti sei mesi; ecco un altro colpo da maestro: nella stessa coalizione, e con solo un deputato di maggioranza, siedono 2 partiti liberali e 2 cristiani, in principio divisi su tutto. Il governo va avanti da allora; ecco, Rutte, è riuscito anche in questo miracolo. 

VN racconta un aneddoto del giornalista Jort Kelder, amico intimo di Rutte fin dai tempi della militanza nella giovanile del VVD: durante una settimana bianca, il futuro premier avrebbe rivelato all’amico di puntare a diventare primo ministro e fare del VVD il primo partito d’Olanda. Kelder ricorda il soprannome di Rutte quando faceva l’attivista politico:”Mr Tefal”. All’università destra e sinistra erano in conflitto ma lui era amico di tutti, parlava con tutti e cercava sempre di trovare accordi e compromessi. 

Da Unilever al ministero dell’educazione, la carriera di questo “giovanotto alla mano” che si faceva chiamare da tutti per nome è decollata dopo lo scontro fratricida all’interno dello stesso VVD: la deputata Rita Verdonk puntava alla guida del partito e se avesse vinto gli avrebbe -probabilmente- dato una declinazione fortemente conservatrice e populista. Rutte ebbe la meglio.

“Nel tempo libero, il primo ministro guida una vecchia Saab 9-3 con dischi e frizione consumati. L’austero liberale preferisce volare in classe economica piuttosto che in business e non presenta mai scontrini per i rimborsi”. E poi: “affitta l’abito per le occasioni e telefona con lo stesso Nokia da anni”, prosegue VN “va ogni anno a New York, a visitare gli stessi posti e poi in settimana bianca alloggia in una “squallida pensione” e a cena, si può trovare sempre negli stessi ristoranti. Secondo Kelder “Mark è un uomo di tradizioni, gli danno qualcosa a cui aggrapparsi “.

Nella sua biografia, VN si sofferma anche sulle sue abitudini, oltre alla politica: ama i ristoranti indonesiani e frequenta la stessa cerchia di amici e conoscenti da 25 anni. Sembra si tratti di uno molto bravo a tessere e mantenere relazioni umane. A mantenerle via SMS. 

Rutte è pratico e pragmatico, dalla descrizione che ne fanno al magazine alcuni suoi ex colleghi del partito laburista: interviene solo a sedare liti e a tessere nuovi contatti ma non impone strutture e non crea livelli di burocrazia che rendano le relazioni interne al governo troppo complesse o segrete.

Secondo Lilianne Ploumen, ex ministra laburista del commercio estero e della cooperazione allo sviluppo, il fare informale di Rutte, mette le persone a loro agio. Nonostante le tensioni recenti con i leader europei è noto il suo legame stretto con Angela Merkel, con la quale era spesso in contatto “anche di sabato mattina quando è a fare la spesa”. A conferma di questa intesa, di lei avrebbe una foto nello studio, addirittura con una dedica. Ma i loro rapporti politici si sarebbero intensificati solo alla caduta del governo con Wilders: la Merkel era sospettosa  anche se Rutte l’aveva rassicurata che il leader populista non avrebbe avuto voce sulla politica estera. Con la formazione di un governo liberali-laburisti, la Cancelliera si convinse definitivamente dell’abilità di Rutte nel riportare un governo moderato alla guida dei Paesi Bassi.

“Un bravo ragazzo”, insomma, come tanti lo hanno definito. Che (almeno) a l’Aia nessuno odia. Ma questa bravura di fare affari con tutti, questa “monogamia seriale” (partner politico rispettoso delle regole ma solo fino all’arrivo del prossimo partner) potrà durare, si chiedeva nel 2015 VN? Stando alla prova dei fatti sembrerebbe di sì.