di Alessandro Pirovano

 

Mentre la sorte di Eugenio Ernest Marie e Derk Johannes, i due giornalisti della tv olandese da lunedì 19 nelle mani della guerriglia colombiana ELN, è legata a complesse trattative tra i guerriglieri e rappresentanti governativi, c’è un filo che lega le vicende della guerriglia colombiana e i Paesi Bassi.

Questo filo ha l’aspetto di donna e porta il nome di Tanja Nijmeijer, una guerrigliera che ha abbandonato l’Europa e si è arruolata con  le FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia), l’altro gruppo in guerra da anni contro il governo centrale.

Nata nel 1978 a Denekamp al confine con la Germania, Tanja ha studiato spagnolo all’università di Groningen, decidendo di trascorrere un periodo di insegnamento nelle scuole colombiane. Qui è avvenuta la metamorfosi che l’ha portata a scegliere la foresta e la guerriglia.

Dopo aver preso ottenuto la laurea, infatti, Tanja Nijmeijer si è trasferita in pianta stabile in Colombia, dove ha cambiato il suo nome con uno di battaglia:  “Alexandra Nariño”.

Nei suoi confronti, è stato spiccato un mandato di cattura internazionale da parte degli Stati Uniti per il sequestro di 3 militari USA, tenuti in ostaggio per 5 anni.  

La guerrigliera olandese è oggi uno dei personaggi chiave nella trattativa con lo Stato colombiano e l’unica possibilità di uscire dalla selva colombiana senza perdere né vita né libertà le è stata offerta dall’avvio delle trattative di pace a L’Avana, concluse solo l’anno passato. Proprio nella capitale cubana, prima di tornare nelle selve latinoamericane, Tanja ha avuto l’occasione di riabbracciare i genitori che non rivedeva dall’inizio della sua clandestinità.