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Il 17 aprile 1945, tre settimane prima della liberazione del paese, Hannie Schaft fu giustiziata tra le dune vicino a Bloemendaal. Poche settimane prima era stata arrestata al Mauer in Jan Gijzenkade ad Haarlem, durante un controllo di routine. Il famigerato Sicherheitsdienst stava dando la caccia da tempo alla “ragazza dai capelli rossi. Secondo i documenti che lo storico Jan de Roos ha scovato con l’aiuto del ricercatore e collezionista Johan Vet, il ventenne ufficiale del SD di Haarlem, Jan van Bragt, ebbe un ruolo importante nel far catturare la ragazza.

Il ruolo di Jan van Bragt

Dopo la guerra, il servizio investigativo della polizia (Politieke Opsporingsdienst o POD) condusse un’importante indagine sui misfatti del NSB, traditori e collaboratori che furono arrestati e processati. Solo ad Haarlem e dintorni, centinaia di delatori, sospettati e testimoni vennero interrogati. Tra loro, anche il giovane meccanico Johannes Anthonius van Bragt. Figlio di un liutaio, proveniva da una famiglia vicina NSB. Van Bragt veniva chiamato Jantje, perché basso di statura.

Jan van Bragt non è mai stato menzionato nei libri su Hannie Schaft e la guerra. Si suppone che la caccia alla partigiana fosse stata esclusivamente opera del Sicherheitsdienst di Amsterdam. Anche il servizio di intelligence della polizia di Haarlem (ID), una mini-Gestapo, fece del suo meglio per catturare Hannie. Dal maggio 1944 l’ID era guidato dal famigerato agente di polizia Fake Krist, che era in stretto contatto con il quartier generale del SD in Euterpestraat ad Amsterdam.

Un vero ingannatore

Durante la guerra, Van Bragt dava la caccia agli ebrei, ai clandestini e ai membri della resistenza. Secondo un rapporto di un giornale del dopoguerra, i suoi numerosi arresti furono quasi senza eccezione “molto subdoli”. La famiglia Schaft vi entrò in contatto nel 1944. Nell’estate di quell’anno Hannie si era nascosta dopo aver compiuto un attentato contro il capo della polizia di Zaanse, Willem Ragut, insieme all’amico Jan Bonekamp. Poco prima, avevano sparato al pasticcere Pieter Faber a Heemstede.

Jan Bonekamp, combattente comunista nella Resistenza olandese

Una settimana dopo l’attacco a Ragut, l’SD fece irruzione nella casa dei genitori di Hannie ad Haarlem. Hannie non era presente e suo padre Pieter Schaft e la moglie Aafje Schaft-Vrijer vennero arrestati e presi come ostaggi al campo di Vught.

I tedeschi speravano che Hannie, che viveva in clandestinità, sarebbe accorsa per liberare i suoi genitori, ma non accadde. Dopo due mesi Pieter e Aafje Schaft vennero rilasciati.

L’SD decise di affidare a  Jan van Bragt l’incarico di scoprire dove si trovasse Hannie.

L’intervento di Fake Krist

Nell’estate del 1944, per intercessione di Fake Krist, capo dei servizi segreti di Haarlem, van Bragt entrò in servizio come agente sotto copertura e conobbe così tre ufficiali del SD di Amsterdam: i tedeschi Emil Rühl, Friedrich Viebahn e Maarten Kuiperil poliziotto olandese che avrebbe sparato a Hannie Schaft tre settimane prima della liberazione.

Per conto del SD Jantje raccoglieva diligentemente informazioni sulle attività comuniste ad Haarlem e dintorni, ed eseguiva perquisizioni domiciliari e arresti.

Van Bragt attirò, in modo ingannevole, molte persone in trappola. Almeno tre di loro vennero uccise: il comunista Rinus Hoebeke di Heemsteden, lo studente ebreo Hans Maurits van Messel di Amsterdam e Jacob de Jong di Haarlem. Van Bragt era coinvolto anche nella ricerca di persone nascoste nelle fattoria in zona.

Il 6 ottobre 1943, durante una retata, a cui parteciparono centinaia di membri dell’Ordnungspolizei, del SD e di poliziotti olandesi, 34 clandestini adulti furono arrestati e portati via. Nessuno di loro sopravvisse alla guerra: 22 bambini riuscirono a fuggire con l’aiuto della famiglia Boogaard.

L’arresto e il processo

Il 25 ottobre 1944, il combattente della resistenza Gommert Krijger, alias “Zwarte Kees”, sparò a Fake Krist sul Westergracht ad Haarlem. Anche Jan van Bragt era nel mirino clandestini. Il suo nome era su una lista di “agenti della Gestapo, provocatori e altri traditori di Haarlem e dintorni” datata novembre 1944.

Van Bragt si nascose con il parrucchiere Ferdinand van Zalen, un membro del NSB. Dopo alcune settimane fu arrestato dalla Feldgendarmerie. Van Bragt si vendicò arruolandosi alle Waffen-SS e venne addestrato nell’est del paese. Dopo la liberazione tornò ad Haarlem e il 14 maggio 1945, Jan van Bragt venne arrestato dalle forze armate nazionali e imprigionato a Harskamp nel Veluwe.

Al suo processo nel 1948, l’ormai 24enne Van Bragt, venne accusato di tutto, ma non di aver dato la caccia ad Hannie Schaft. Il tribunale speciale di Amsterdam lo condannò a quindici anni in una prigione statale. Van Bragt venne impiegato nelle miniere del Limburgo. Più tardi fu imprigionato a Norg, Drenthe e dal 1954 fu nuovamente libero; lavorò per gli Hoogoven e come gruista. Jan van Bragt morì nel 1990 ad Haarlem, all’età di 66 anni.