Oude Stadsgracht. Foto: Facebookpagina Eindhoven Toen
Eindhoven, un tempo, aveva i canali. Come Amsterdam o Utrecht e nel Brabant, come Breda e Den Bosch. Anche Eindhoven aveva un tempo dei canali cittadini ma oggi, basta fare un giretto per la città e dei krachten non esiste più traccia. Dove si trovavano? Per scoprirlo, è sufficiente guardare attentamente i nomi delle strade nel centro. Oude Stadsgracht, Keizersgracht, Emmasingel, Vestdijk, Wal: tutti ricordano i canali che un tempo c’erano, dice ED.
Oggi, tutti i canali che furono sono stati riempiti. D’altronde, il clima che creava l’acqua nel centro cittadino (umidità e il rischio di epidemie) non bilanciava gli svantaggi per gli abitanti di Eindhoven. Quelli di “De Plekhoek” ad esempio, potevano parlare solo degli svantaggi. Questa era una volta una zona degradata.
Un’altra ragione per dire addio ai canali: l’odore sgradevole. L’industria di Eindhoven crebbe enormemente nella prima metà del XX secolo e di conseguenza aumentò anche l’inquinamento nei corsi d’acqua. Subito dopo la liberazione dai tedeschi nel settembre 1944, gli abitanti di De Plekhoek chiesero di essere “liberati da questa fetida fossa!” (Oude Stadsgracht, ndr).
Qualche anno dopo ottennero ciò che volevano. Nel 1953 l’Oude Stadsgracht fu riempito e nel 1954, secondo Geschiedenis Eindhoven, fu riempito l’ultimo pezzetto: l’Oude Stadsgracht tra Stratumseind e Vestdijk. L’edificio della DELA si trova (approssimativamente) nel luogo in cui si trovava quest’ultimo pezzetto di canale.
Grazie a Philips, la capitale del Brabant crebbe enormemente tra il 1920 e il 1940. Questo è il motivo per cui gli altri canali furono prosciugati molto prima. Eindhoven aveva bisogno di spazio per crescere e quei fossati si trovavano un po’ in mezzo al processo di sviluppo: con il riempimento dei fossati negli anni ’20 e ’30, dice ED, Emmasingel, Keizersgracht, Wal e Vestdijk furono allargate. In questo modo il centro di Eindhoven divenne più accessibile al traffico che aumentava.
Eindhoven ha detto addio ai canali , ma non all’acqua. Il fiume Dommel e il Gender continuano a scorrere attraverso la città, così come il Canale di Eindhoven.







