Il Pubblico Ministero del Noord-Holland ha avviato un’indagine controWilbert Kannekens il CEO della sezione olandese di KPMG, una multinazionale specializzata nella revisione di bilanci aziendali che lavora -tra gli altri- anche per il belastingdienst, accusato di aver intimidito un impiegato dell’azienda inducendolo alla falsa testimonianza.

Secondo il Telegraaf, Kannekens avrebbe fatto pressione su un associato dello studio per pilotarne la tesimonianza in un episodio di mobbing nei confronti di un impiegato di origine marocchina. Quest’ultimo, vittima di discriminazione, avrebbe alla fine lasciato la società.

L’indagine è stata avviata sulla base di una relazione presentata da Ad Aerts – un ex partner di KPMG che ha lasciato la consulenza lo scorso anno. Secondo lui, i vertici dell’agenzia gli avrebbero impedito di rilasciare una dichiarazione sulla vicenda che riguardava il dipendente licenziato Karim Aachboun. Aerts sostiene di aver ricevuto precise indicazioni su cosa raccontare al PM. In Olanda, l’induzione alla falsa testimonianza è un reato perseguibile con pene fino a 4 anni di carcere.

 

La filiale olandese di KPMG, conta tra i suoi clienti alcune tra le persone più ricche del Paese, inclusa la famiglia reale. Un portavoce della società, ha risposto al quotidiano Telegraaf definendo le accuse ridicole.