CoverPic | Author: museum Beelden aan Zee | Source: Wikimedia | License: CC 3.0

Gli esseri umani sono esseri complessi composti da miliardi di cellule, ognuno con la propria struttura e funzione. Nelle sue monumentali sculture, l’artista olandese Jacob van der Beugel (1978) presenta le cellule umane come un “paesaggio biologico“.

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Fino a febbraio 2021 al Museum Beelden aan Zee di Scheveningen (L’Aja) queste opere suggestive mostrano la vulnerabilità delle cellule umane, ma anche la loro capacità di mutare, cambiare e adattarsi. Egli riunisce un senso dell’inevitabile e un senso di speranza attraverso opere belle e convincenti che fondono l’arte con la scienza attraverso l’uso unico della ceramica e di nuovi materiali da costruzione all’avanguardia come il cemento “auto-guaritore”. Per Van der Beugel queste opere sono una metafora dell’esplorazione del genoma umano e della sua capacità di mutare. L’artista invita gli spettatori a interrogarsi e a considerare il loro futuro biologico e il processo di degenerazione umana; lo spreco di cellule.

Al centro di questa mostra c’è la comprensione del “sé” in continua evoluzione. Due idee contrastanti, la fragilità umana e la forza e la permanenza della ceramica e del cemento, si uniscono per simboleggiare il nostro desiderio di vivere per sempre, di essere “per sempre giovani”. Le opere esplorano le idee della resilienza umana e della capacità di adattamento della cellula stessa. Van der Beugel usa la metafora del “cancro di cemento” per incoraggiare gli spettatori a immaginare un futuro di capacità umane maggiorate, di auto-adattamento e di auto-guarigione.

Nel 2019, Van der Beugel ha creato uno spettacolare “ritratto” della famiglia reale olandese. Intitolato ‘La stanza del DNA’, quest’opera d’arte è stata installata come pannello a parete nel Paleis Huis ten Bosch, recentemente ristrutturato. I “ritratti” sono le sequenze del DNA del Re, della Regina e della futura regina. Su una parete campeggia invece il ‘ritratto’ del DNA del cittadino globale, una rappresentazione dell’umanità comune.

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Questa installazione segue un ritratto in ceramica del DNA di Van der Beugel creato nel 2014 per il Duca e la Duchessa del Devonshire, a Chatsworth House nel Derbyshire, intitolato “The North Sketch Sequence”, in cui Van der Beugel ha messo in discussione l’idea della ritrattistica convenzionale. In quell’opera Van der Beugel proponeva un nuovo approccio alla rappresentazione dell’identità umana, espressa in modo poetico attraverso pannelli murali costellati di blocchi di argilla che rappresentavano la sequenza del genoma umano.

Il concetto di identità ha avuto un posto di rilievo in tutta l’opera di Van der Beugel. Egli esplora questa idea attraverso il gioco della differenza e dell’uniformità, evolvendo ulteriormente il suo pensiero fino a includere il processo di “mutazione”. Il risultato è un’opera fantasiosa che indirizza lo spettatore a pensare al di là della sua attuale comprensione di ciò che significa essere biologicamente umano. Si ispira a dati medici reali, alla ricerca scientifica e alle future tecnologie destinate a essere utilizzate in ambienti costruiti in modo sostenibile.

Quattro giganteschi pannelli rettangolari sono presenti nella mostra a Scheveningen. Sono opere evocative, terrene e astratte allo stesso tempo. Ogni pannello si evolve e contribuisce alla “storia” della mutazione ed è visto come se fosse visto da una prospettiva aerea. Sono accompagnati da quattro forme cilindriche verticali che indossano “corone” di acciaio di rinforzo che sembrano dispiegarsi come in una spirale di DNA. Minuscoli filamenti d’acciaio sporgono dall’alto, suggestivi del pulsare dei nervi umani. Ogni scultura cilindrica mostra una “storia mutante” attraverso l’uso di colori graduali o di trattamenti superficiali. Gli oggetti raccolti nei laboratori scientifici e gli esperimenti in cemento e ceramica sono esposti in armadietti di curiosità. Per Van der Beugel, questi oggetti sono stati una ricca fonte di ispirazione.

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Le opere di van der Beugel sono meticolosamente costruite a mano utilizzando elementi in ceramica, cemento autocicatrizzante, cemento riciclato e aggregati misti. Il calcestruzzo viene versato in enormi stampi strutturati, rinforzati con barre d’acciaio, su “celle” di ceramica posizionate in modo strategico che fungono da cartelli per aiutare lo spettatore a “leggere” i pannelli. Ogni singola ‘cella’ è accuratamente costruita con strati di argilla, poi cotta a temperature molto elevate. Questo processo cambia in modo permanente la struttura della ‘cella’ di ceramica fondendo insieme le particelle di argilla. Ogni pannello viene poi rifinito, lucidato e rifinito con piccoli blocchi di ceramica rettangolari che suggeriscono un punto di ‘mutazione’.

Van der Beugel invita gli spettatori a riflettere sull’idea di mutazione del materiale genetico e sul suo potenziale impatto sulla progettazione dei farmaci futuri.