Secondo uno studio ancora non ufficiale dell’Istituto CE Delf, i cui contenuti sono stati anticipati dal quotidiano Trouw, il governo olandese dovrà chiudere almeno uno o due dei nuovi impianti a carbone.
Nel caso Urgenda il tribunale stabili che l’emissioni di CO2 in Olanda dovranno ridursi del 25% entro il 2020,

Seguendo questa decisione, la Fondazione ambientalista European Climate e l’impresa Energy Company Eneco hanno commissionato la ricerca di modalità per il raggiungimento dell’obiettivo all’Istituto CE Delf.
Stando al parere in questione, lo scorso Aprile il governo aveva suggerito che due impianti a carbone degli anni 90 dovessero rientrare nella lista delle strutture da chiudere; una lista che conteneva già 5 nomi di impianti che risalivano agli anni 80. Secondo gli studiosi, quanto affermato dal Governo rappresentava solo una parte del da farsi per raggiungere gli standard richiesti.

I ricercatori hanno inoltre messo in luce come la chiusura delle strutture avrebbe rappresentato una spesa irrisoria per la società rispetto ad alte possibili misure, ad esempio una tassazione sul carburante o alti prezzi per il pedaggio austostradale. Tali soluzioni costano ai cittadini circa 80 euro all’anno, mentre è di solo 30 euro l’anno la spesa richiesta per la chiusura di due nuovi impianti a carbone. Non tenendo ovviamente in considerazione i danni ai proprietari delle strutture interessate.

Nell’ultimo anno, la questione degli impianti a carbone in Olanda è stato uno degli argomenti maggiormente dibattuti. All’inizio della settimana, il CEO di Shell Netherlands ne ha proposto la chiusura, sottolineando come l’utilizzo del gas naturale possa far diventare il Paese un territorio in cui si mette al primo posto il rispetto dell’ambiente. Il ministro degli Affari Economici Henk Kamp è assolutamente contrario a tutto ciò, riconducendolo alla distruzione economica della Capitale.
Il Governo prevede di presentare il piano di misure per la protezione climatica il prossimo mese.