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VLUCHTELINGEN

CDA e D66: stop all’espulsione dei bambini rifugiati, normativa da rivedere. Tensioni nel governo

Un nuovo caso di espulsione di una famiglia armena radicata nei Paesi Bassi, solleva di nuovo la questione del "kinder padon"



I cristiano democratici del CDA hanno annunciato che il partito vuole estendere la portata della sanatoria per i bambini rifugiati, unendosi in questo modo a D66 e ChristenUnie che lo chiedono da tempo. Il VVD, i liberali, chiedono invece di rimanere nei termini dell’accordo di coalizione ossia di non modificara la normativa corrente.

Ci sarebbe, quindi, una maggioranza parlamentare, perchè i partiti di opposizione di sinistra GroenLinks e PvdA sono favorevoli a rivedere la legislazione. Con il loro aiuto, il CDA, D66 e ChristenUnie possono ottenere il sostegno della maggioranza. Attualmente sono circa 400 i bambini che vivono nei Paesi Bassi da cinque o più anni senza permesso di soggiorno e sono comunque radicati nella società olandese.

Il ChristenUnie, partito pro-rifugiati al governo, chiede che la discussione sul tema abbia luogo in fretta e Defense for Children fa eco invocando una moratoria “nella della deportazione dei minorenni richiedenti asilo”.

Intanto una nuova controversa espulsione, avrà luogo domani. Una famiglia armena con tre figli minorenni, scrive il Volkskrant, nei Paesi Bassi da otto anni, verrà espulsa. Il parlamentare di GroenLinks, Bram van Oijk, ha chiesto al Segretario di Stato Harbers di non procedere con questa deportazione.

I dati del servizio di immigrazione e naturalizzazione olandese IND mostrano che l’attuale sanatoria non funziona: nel 2016 a un solo bambino è stata concessa, su 120 domande presentate. La questione è diventata di pubblico dominio nel 2018, dopo la vicenda di Lili e Howick.

Ma il sottosegretario Mark Harbers era stato chiaro: la norma è stata pensata proprio affinchè pochi ottengano l’asilo.



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