Nonostante una riduzione del divario tra le ricchezze in Olanda, il numero dei nuclei familiari in stato di povertà di lungo termine è cresciuto del 3,3 percento nel 2015. Ad annunciarlo è l’ufficio di statistica olandese CBS. Nel 2015 un totale di 221mila famiglie viveva sotto la soglia minima da più di quattro anni; 27mila in più rispetto al 2015.

Il reddito base è l’introito minimo necessario per poter affrontare le spese di base, sostiene CBS e nel 2015 questo era di 1,030 euro per una singola persona e di 1,930 euro per le coppie con due bambini. Di oltre 7milioni famiglie olandesi, 626mila vivono al di sotto della soglia del reddito minimo. Queste sono l’8,8 percento del totale.

A rischio povertà sono soprattutto i genitori single con bambini minorenni, ossia più di un quarto del gruppo che vive sotto la soglia di povertà. Nel 2015 un totale di 320mila bambini hanno vissuto in povertà, 125mila per più di quattro anni.

CBS ha anche reso noto che il reddito medio e le spese sono cresciute nel 2015, per la prima volta dallo scoppiare della crisi finanziaria del 2008. La ragione principale è la crescita del valore degli immobili. Quando il capitale privato è sottratto dal calcolo, la ricchezza del nucleo familiare nel 2015 rimane invariata.

La crescita del prezzo delle case ha anche causato una riduzione del divario tra le ricchezze in Olanda. Il prezzo basso delle case ha colpito relativamente più i bassi redditi che quelli alti, questo perché le famiglie ricche hanno più risparmi e sicurezze e quindi più riserve. Nel 2015, circa tre famiglie su cinque erano proprietarie della loro abitazione che valevano il 56 percento del valore del patrimonio del nucleo familiare.

Anche le spese sono cresciute nel 2015: ogni famiglia ha speso una media di 34mila euro l’anno. I redditi più alti hanno aumentato le loro spese più di quelli bassi. La spesa media nel gruppo ad alto reddito è stata di 52mila euro, rispetto ai 21mila euro di quello a basso reddito.