Il primo ministro Mark Rutte è riuscito martedi sera a salvarsi da un voto di sfiducia presentato dalle opposizioni sul caso del ministro Halbe Zijlstra. L’ormai ex capo dicastero degli esteri si è dimesso da martedi dopo aver ammesso di aver mentito su un incontro con il presidente russo Vladimir Putin. Rutte ha detto ai parlamentari durante una riunione che aveva sottovalutato l’impatto della menzogna di Zijlstra e aveva pensato di poter continuare a lavorare.

“Pensavo fosse un peccato, ma non un peccato mortale,” avrebbe detto Rutte. Ha confermato che Zijlstra gli aveva raccontato della bugia due settimane prima, dopo che il ministro degli esteri era stato contattato dal Volkskrant che chiedeva un’intervista.

“Non c’è stato alcun tentativo intenzionale di insabbiare la faccenda, ma sarebbe stato meglio se fosse stato fatto prima”, ha detto Rutte ai parlamentari.

I deputati dell’opposizione hanno detto di non credere che Rutte avesse così sottovalutato la situazione. “Esiste una reale mancanza di leadership”, ha Baudet del Forum voor Democratie. “Come può il primo ministro aver voluto mantenere Zijlstra come ministro degli esteri?” si è chiesto Tunakan Kuzu, leader di Denk.

Rutte ha evitato la sfiducia per 43 voti contro 101. Socialisti, PVV, Denk, PvdD, Fvd e 50Plus hanno appoggiato la mozione.