Lo scorso sabato il governo di Bruxelles ha approvato un decreto d’emergenza che dovrebbe permettere a Uber di riprendere le sue operazioni nella capitale due settimane dopo che la Corte d’appello aveva vietato agli autisti di auto private della società di trasportare passeggeri.

La Federazione dei Taxi di Bruxelles (BTF) ha definito la decisione “scandalosa” e ha promesso di combatterla. “I tribunali ci hanno dato ragione due volte”, ha detto Sam Bouchal della BTF. “Ora, in pochi giorni, i politici hanno trovato un modo per ribaltare quelle sentenze. Simao pronti a sfidare tutto questo. Attualmente stiamo discutendo tutto con i nostri legali”

“Alla fine di quest’estate, abbiamo redatto un documento di 10 pagine con tutti i tipi di proposte”, ha aggiunto. “Nel decreto non c’è traccia di nessuna di queste”.

Il governo ha posto una serie di condizioni per il ritorno di Uber. Solo gli autisti che possono dimostrare di lavorare per più di 20 ore alla settimana sono autorizzati ad operare. “Questo è impossibile da controllare”, ha detto Bouchal. “Se l’autista di Uber ha l’app aperta mentre guarda la TV, anche quelle ore contano”.

Il decreto è anche applicabile solo alle piattaforme che operano fuori dal Belgio e se consegnano all’amministrazione di Bruxelles i dati sui loro autisti. Inoltre, gli autisti di Uber non sono più autorizzati a parcheggiare sulle strade pubbliche o in una stazione di taxi. “Non si atterranno a questo”, ha aggiunto Bouchal. “Sono ancora parcheggiati nelle file dei taxi nonostante il divieto. Questo non cambierà a causa di questa ordinanza. Uber non rispetta mai le regole”.

“I tassisti sono frustrati e disperati. Dopo anni di lotta, questa ordinanza è il risultato ingiusto”, ha detto Bouchal. “Abbiamo sempre cercato di evitare le manifestazioni in strada perché non vogliamo ostacolare i cittadini di Bruxelles, ma ora non vediamo vie d’uscita. Scenderemo in piazza per denunciare questa ingiustizia”.