La Corte di Giustizia europea si riunirà oggi per discutere del caso Starbucks, a proposito della costruzione fiscale favorevole al colosso americano del caffè, messa in piedi -secondo la Commissione europea- con il benestare del governo olandese.

La Commissione europea, i legali di Starbucks e il governo de l’Aja saranno ascoltati dalla Corte di giustizia dell’UE.

L’Aja si rivolse nel 2015 alla Corte di Giustizia dopo che la Commissione europea aveva ordinato ai Paesi Bassi di recuperare oltre 25 milioni di euro in tasse non versate da Starbucks, considerate dall’UE “aiuto di stato all’economia” quindi non consentite.

Nell’accordo con le autorità fiscali è stato convenuto che la società potesse detrarre i costi per l’utilizzo del sistema di torrefazione del caffè. Starbucks ha anche evitato la tassazione manipolando il prezzo reale dell’acquisto dei chicchi di caffè.

Il governo olandese definisce la conclusione sul sostegno statale della commissione errata. Secondo gli avvocati olandesi, l’UE non ha dimostrato in maniera convincente che le autorità fiscali si sono allontanate dalle norme statutarie e che ci fossero aiuti di Stato. Anche Starbucks non è d’accordo con questo.

Il caso davanti alla Corte di Giustizia è rilevante perchè potrebbe avere conseguenze per altri accordi simili, come quello stretto con Apple e Amazon in infrazioni analoghe avviate dalla Commissione europea.

Sebbene siano già passati tre anni da quando la Commissione Europea ha presentato la richiesta, scrive NOS, prima di una sentenza definitiva potrebbero volerci altri due anni.