Venerdì scorso, il primo ministro Mark Rutte ha discusso del disastro dell’MH17 con il presidente russo, Vladimir Putin, al G20 di Osaka, in Giappone. “Ho parlato con il presidente Putin riguardo all’ MH17. Per l’Olanda, ma anche per tanti altri paesi, è ancora una ferita aperta. Quindi, se ho la possibilità di discuterne con il presidente russo lo faccio e continuerò a farlo in occasioni simili a questa”, ha detto Rutte, secondo RTL Nieuws. 

Il primo ministro olandese non ha detto di cosa ha parlato con Putin nello specifico. “Non posso dire nulla al riguardo, le discussioni devono restare riservate, anche a causa dell’estrema sensibilità dell’argomento ed è di grande importanza cogliere ogni occasione per parlare con il leader russo riguardo l’MH17.” Inoltre non ha voluto dire come Putin ha reagito.  “Posso solo dire quello che io faccio in questo tipo di conversazione, non posso mai dire quale sia la risposta del mio interlocutore, a causa della riservatezza e anche perché non sarebbe giusto se parlassi a suo nome”.

Il volo MH17 della Malaysia Airlines da Amsterdam a Kuala Lumpur è stato abbattuto nell’Ucraina dell’est, il 17 luglio 2014. Tutte le 298 persone a bordo, tra cui 196 olandesi, sono state uccise. A giugno, la Joint Investigation Team (JIT), la squadra che indaga sul disastro, ha rivelato che il processo penale contro i primi quattro sospettati di questo caso – tre russi e un ucraino – inizierà il 9 marzo dell’anno prossimo. “Adesso abbiamo le informazioni, abbiamo la prova, che la Federazione Russa è coinvolta in questa tragedia, in questo crimine, in un modo o nell’altro”, ha dichiarato il pubblico ministero olandese Fred Westerbeke in conferenza stampa.

Igor Girkin, Sergey Dubinskiy, Oleg Pulatov e l’ucraino Leonid Kharchenko sono sospettati di avere avuto un ruolo cruciale nella consegna del sistema missilistico che abbattè l’MH17. Saranno perseguiti per aver causato l’incidente e aver causato la morte di chi era a bordo. Sono inoltre accusati di aver assassinato i 298 passeggeri dell’MH17.

Le indagini del Dutch Safety Board e della JIT hanno in precedenza rivelato che il volo della Malaysian Airlines è stato abbattuto da un sistema missilistico BUK della 53a Brigata Antiaerea delle forze armate russe, sparato da un campo in Ucraina, in quel momento sotto il controllo dei separatisti russi. 

Secondo la JIT, la Russia non sta cooperando con le indagini sul disastro, rifiutando di rispondere alle richieste di collaborazione legale. In seguito all’annuncio dei primi quattro indagati, la Federazione Russa ha denunciato la “natura parziale e unilaterale dell’indagine”. Il ministro della Ministro della Giustizia e della Sicurezza, Ferdinand Grapperhaus, ha annunciato che i Paesi Bassi hanno intrapreso “passi diplomatici” contro la Russia, nel tentativo di costringere il paese a lavorare con la JIT.

Oltre alle indagini criminali del JIT, i Paesi Bassi sono anche in trattative con la Russia sulla responsabilità dello stato. I Paesi Bassi e l’Australia hanno ufficialmente ritenuto la Russia responsabile per il suo ruolo nel disastro MH17 – avendo essa fornito il sistema missilistico BUK, con cui è stato abbattuto l’aereo passeggeri.