Il Tribunale di Arbitrato di Den Haag, incaricato di dirimere la questione relativa al caso dei Marò, i due fucilieri di Marina italiani, finiti in dei più complessi contenziosi internazionali degli ultimi anni, si è pronunciato -sul piano dei risarcimenti- a favore dell’India, pur riconoscendo l’immunità ai due marò.

Tra Italia e India, dal 15 febbraio 2012, la situazione diplomatica ha raggiunto picchi di tensione mai visti prima: Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò, sono stati arrestati e processati perchè ritenuti responsabili dell’uccisione di due pescatori e da allora, il braccio di ferro tra i due Paesi è proseguito tra tensioni e dichiarazioni al vetriolo. La sentenza del Tribunale permanete di arbitrato, istituito presso la Corte di Giustizia UE a Den Haag, lascia spazio a molte interpretazioni.

Ma chi ha avuto ragione? Stando all’Italia, è una vittoria italiana

Ma a quanto scrive India Today, il Ministero degli esteri indiano, pensa la stessa cosa.

Unico dato certo, indipendentemente dalle interpretazioni nazionali, è che l’India -stando a quanto deciso dal Tribunale di arbitrato- ha diritto ad un risarcimento danni ma non ha giurisdizione sui marò. Che a loro volta, non hanno diritto a risarcimento danni per la detenzione.

Di seguito, alcuni passaggi della sentenza, tradotti:

“‘India non ha agito in violazione dell’articolo 87, paragrafo 1, sottoparagrafo (a), della Convenzione; b. che l’India non ha violato l’articolo 92, paragrafo 1, della Convenzione; che l’articolo 97, paragrafi 1 e 3, della Convenzione non sono applicabili nella fattispecie; d. che l’India non ha violato l’articolo 100 della Convenzione e che pertanto l’articolo 300 non può essere invocato nella fattispecie;”

i Marò hanno diritto all’immunità in relazione agli atti che essi hanno commesso durante l’incidente del 15 febbraio 2012 e che all’India è precluso esercitare la propria giurisdizione sui fucilieri”

” con tre voti contro due, in merito all’istanza dell’Italia (3) (a) 10 C), 11 prendendo atto dell’impegno espresso dall’Italia durante il procedimento di riprendere le sue indagini sugli eventi del 15 Febbraio 2012 e che l’India deve adottare le misure necessarie per cessare di esercitare la sua giurisdizione penale sui Marò “

“Per quanto riguarda l’istanza presentata dall’India (4): “l’Italia non ha violato la sovranità del paese,
ai sensi dell’articolo 56 della Convenzione; b. con tre voti a due, che l’Italia non ha violato l’articolo 58, paragrafo 3, della convenzione; c. all’unanimità, che l’Italia non ha violato i diritti dell’India ai sensi dell’articolo 88 della Convenzione”

“Per quanto riguarda l’istanza dell’India (6) “L’Italia ha violato l’art 87, paragrafo 1, lettera a) e dell’articolo 90 della Convenzione; 6. DECIDE, all’unanimità, in merito alla presentazione dell’India (8) […] l’Italia ha violato l’articolo 87, paragrafo 1, lettera a)”

“b. che a seguito della violazione da parte dell’Italia dell’articolo 87, paragrafo 1, lettera a) e articolo 90 della convenzione, l’India ha diritto a pagamento di un indennizzo in relazione alla morte, al danno fisico al danno materiale e a quello alla proprietà (incluso il danno al “St. Antony”) e morale subito dal capitano e da altri membri dell’equipaggio del “St. Antony ”

“che le parti sono invitate a consultarsi al fine di raggiungere un accordo sull’importo del risarcimento dovuto all’India di cui al precedente paragrafo 6, lettera b);”

Il Tribunale mantiene la giurisdizione sul calendario dei risarcimenti.