Il Pubblico Ministero non vuole più perseguire il principale sospettato nel caso Ruinerwold e ritiene che il tribunale debba archiviare il caso, dice NOS.

La salute mentale di Gerrit Jan van D. (68) è troppo compromessa per poter sostenere un procedimento e qualora i togati decidessero di andare avanti, l’uomo non sarebbe in grado di difendersi.

Stando al portale, van D. avrebbe avuto un ictus nel 2017, sarebbe oggi quasi cieco e avrebbe un contatto totalmente distorto con la realtà.

Il pubblico ministero ha dichiarato al tribunale di Assen che la conclusione avrà, certamente, un serio impatto sui suoi figli, tenuti in stato di segregazione per anni.

Il caso Ruinerwold è diventato di portata mondiale nell’ottobre 2019. Van D., ha vissuto per anni con sei dei suoi figli in completo isolamento in una fattoria a Ruinerwold, nell’est dei Paesi Bassi. La famiglia è stata scoperta dopo che uno dei giovani è fuggito e ha chiesto aiuto in un bar.

Il padre è stato arrestato poco dopo. È sospettato di privazione della libertà di tutti e nove i bambini e di abusi sessuali sui due più grandi. Tutti i figli ora sono maggiorenni.

I quattro più grandi hanno scritto, in una dichiarazione al tribunale di sperare che il padre venga processato: gli abusi e l’indottrinamento forzato avrebbero lasciato segni indelebili su di loro.

La decisione di chiedere l’archiviazione del caso è stata presa seguendo il parere del Centro Pieter Baan, che ha effettuato una perizia sull’uomo.