The Netherlands, an outsider's view.

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INTERNATIONAL

Caso del criminale ruandese passa alla Corte penale internazionale

Dopo l’arresto di Felicien Kabuga, il presunto fautore del genocidio dei Tutsi in Ruanda nel 1994, il tribunale francese ha deciso il 21 maggio di ritardare fino alla prossima settimana l’udienza per la consegna di Kabuga alla Corte penale internazionale delle Nazioni Unite, con sede all’Aia.

Kabuga, era stato portato in un Tribunale francese il 19 maggio, dopo che tre giorni prima era stato finalmente arrestato nel sobborgo parigino di Asnieres-Sur-Seine. L’udienza era necessaria per decidere se Kabuga andasse processato alla Corte penale internazionale.

L’avvocato difensore di Kabuga, Laurent Bayon, ha dichiarato alla Corte che Kabuga voleva essere processato in Francia, citando motivi di salute. “È inaccettabile seguire una procedura così rapida quando la giustizia attende da 25 anni”, ha aggiunto l’avvocato.

Il giudice Carmel Agius, presidente del Meccanismo internazionale residuo dei Tribunali penali, ha fatto trasferire temporaneamente Kabuga all’Aia, alla luce delle attuali sfide della pandemia di Covid-19.

Il procuratore capo del Meccanismo, Serge Brammertz, in una lettera alla Corte penale internazionale, aveva sottolineato che il trasferimento dalla Francia alla sede del tribunale ad Arusha, in Tanzania, avrebbe riportato delle complicazioni legate alle restrizioni. Ha aggiunto, però, che “Il trasferimento alla sede dell’Aia rimane possibile nonostante le attuali restrizioni di viaggio.” Ha sostenuto anche che un trasferimento all’Aia avrebbe mitigato qualsiasi ritardo derivante da potenziali contenziosi dinnanzi ai tribunali francesi.