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Caso Cullen, il re Willem Alexander in visita in Irlanda rompe il silenzio

Nonostante fosse consapevole del suo destino, Adrienne ha continuato a combattere, dimostrando tanto coraggio, ma soprattuto tutto il suo altruismo



La scorsa settimana la coppia reale olandese si è recata in visita in Irlanda. Apparentemente un’occasione per conoscere ciò che di meglio il Paese offre, la sua cultura e soprattutto la sua gente. Ma mentre le foto ufficiali restituiscono un’immagine stilizzata dell’evento, la visita di King Willem-Alexander e della Regina Maxima è stata totalmente diversa dalle precedenti. Questa volta, infatti, la cortesia diplomatica ha lasciato il posto a un gesto di coraggio e di rispetto nei confronti di Adrienne Cullen.

Un nome ormai divenuto noto per la tragica storia a cui si riferisce. La donna irlandese che ne è protagonista è morta lo scorso anno a causa di un cancro cervicale ad Amsterdam a 58 anni. Nonostante il cancro fosse stato scoperto, Adrienne è divenuta una sfortunata vittima della negligenza medica, in uno dei più grandi ospedali olandesi, UMC Utrecht. Come già ricordato nei precedenti articoli, nel 2011 due distinti test mostravano chiaramente che la donna avesse un cancro. Le analisi però sono state misteriosamente smarrite e poi ritrovate in un secondo momento, quando ormai la condizione della donna era terminale.

La vicenda ha visto coinvolto anche l’amministratore delegato dell’ospedale di Utrecht, la professoressa Margaret Schneider. Quest’ultima, infatti, è stato costretta a scusarsi dopo le indelicate dichiarazioni su Adrienne.

Prima di morire, la donna irlandese ha condotto una campagna per l’introduzione di quelli che sono noti come “protocolli di trasparenza”. Si tratta, essenzialmente, di linee guida internazionali sulla trasparenza in caso di danni medici. Proprio grazie al suo impegno, questi protocolli sono ora di nuovo presenti negli ospedali di tutti i Paesi Bassi.

La sua battaglia non si è fermata a questo primo obiettivo. Una donna tenace, che, nonostante la malattia, ha combattuto anche per un divieto europeo sulle clausole di coscienza nell’ambiente medico.

Per il corpo diplomatico non è stato facile affrontare la questione. Proprio per questo l’ambasciatore olandese in Irlanda, Adriaan Palm, ha cercato di preparare ogni cosa per facilitare l’incontro. Così, durante il ricevimento a Dublino di giovedì scorso, il re Willem- Alexander si è avvicinato al marito della Cullen, Peter Cluskey, cercando di esprimere tutto il suo dispiacere per la vicenda.

Cluskey non poteva che apprezzare il gesto del monarca, realizzando quanto fosse difficile per un re e per uno stato intero confrontarsi con una questione tanto controversa come la morte di Adrienne.

Il re ha mostrato tutta la sua disponibilità, dedicando alla donna parole di stima e di rispetto. Nonostante fosse consapevole del suo destino, Adrienne ha continuato a combattere, dimostrando tanto coraggio, ma soprattuto tutto il suo altruismo.

Willem-Alexander non si è limitato a parlare con Cluskey. Si è rivolto ai giornali, rilasciando molti commenti simili, nel tentativo di evidenziare tutta la sua partecipazione alla tragica storia della Cullen.

La visita del re e le sue dichiarazioni stanno a simboleggiare una presa di posizione chiara nei confronti della negligenza medica. È inaccettabile la negligenza dell’ospedale, ma lo è ancora di più tutto quello che ne è seguito.

Un gesto di coraggio quello del re. Nel frattempo, nel resto del Paese, un’indifferenza agghiacciante, che lascia senza parole. Un caso eclatante, che non sembra aver attirato che una timida e dimessa attenzione tra i media olandesi, per la maggior parte indifferenti.



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