Procede l’indagine sulla morte dell’uomo slovacco, che è avvenuta dopo un arresto controverso all’aeroporto di Charleroi. La polizia aeroportuale coinvolta nel caso ha commesso diverse infrazioni procedurali. 

L’organo di controllo denominato Commissione P, ha presentato i risultati dell’indagine sulla morte di Jozef Chovanec, avvenuta nel 2018, alla Camera. Saranno esaminati la prossima settimana.

Nel suo report, la Commissione ha dichiarato che la polizia aeroportuale non ha contattato le autorità superiori né le ha informate della natura controversa dell’arresto. 

Le videocamere di sorveglianza e la svolta sul caso

Si è tornato a parlare delle indagini sulla morte di Chovanec questa estate, quando alcune riprese delle videocamere di sorveglianza hanno messo nei guai degli ufficiali di alto grado della polizia. Infatti, i filmati in questione mostrano diversi agenti maltrattare la vittima, chiaramente angosciata, in una cella dell’aeroporto e ridere quando una di loro si esibisce in un saluto romano. 

La Commissione, durante le sue indagini, ha anche dichiarato che il direttore e altri comandanti della polizia aeroportuale – tutti di turno quella nottehanno omesso di comunicare alle autorità responsabili informazioni molto importanti.

La famiglia di Chovanec ha presentato una denuncia e anche le autorità slovacche hanno chiesto spiegazioni sulla morte dell’uomo al ministro degli Esteri. La polizia aeroportuale ha comunicato con il ministero ma le informazioni non sono state condivise con la polizia amministrativa né con la polizia federale. 

La Commissione P sottolinea che all’interno della polizia aeroportuale c’è una grande confusione per quanto riguarda i ruoli e le funzioni. Il video incriminato è stato visto numerose volte da ufficiali di alto e basso grado, finché non è stato eliminato nonostante ci fossero delle indagini giudiziarie in corso. Questo è prova anche della poca comunicazione tra gli agenti e della attribuzione confusionaria e non gerarchica delle responsabilità. 

Chi è coinvolto?

L’attuale capo del governo fiammingo, Jan Jambon, al tempo ministro degli interni, ha ammesso che c’è stata una tendenza a scavalcare la polizia. Jambon stesso ha dovuto ritrattare la sua versione dei fatti iniziale. Egli, infatti, fu informato immediatamente della morte dell’uomo, e fu messo in contatto con degli ufficiali Slovacchi poco dopo.

All’inizio aveva negato un suo coinvolgimento, ma le nuove testimonianze e prove raccolte durante l’indagine l’hanno messo alle strette. 

La tempesta mediatica ha travolto anche alti funzionari della polizia, costretti a dimettersi dopo che la vedova Chovanec ha reso pubblici i filmati che mostrano gli abusi, temendo che le autorità belghe stessero cercando di “insabbiare il caso”. 

Il caso Chovanec ha scandalizzato la Slovacchia. Il presidente del Parlamento europeo ha richiesto al Belgio di condurre delle indagini complete sui fatti avvenuti con l’aiuto dell’agenzia Eurojust.

La Commissione nelle conclusioni del report scrive che la polizia aeroportuale deve essere sottoposta a dei controlli, riporta Le Soir.