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Caso Boef, insulti e minacce al rapper. Ma in molti criticano: ha sbagliato ma boicottarlo è razzismo

Perchè le scuse per i commenti razzisti, sessisti ed omofobi di Giel Beleen o degli autori di Voetbal Insider sono state sufficienti mentre per Boef si chiede un vero e proprio boicottaggio



I due video sessisti postati dal rapper Boef hanno scatenato una vera e propria bufera sul 24enne, scatenando un dibattito acceso e giunto ben oltre il perimetro dei fatti. Se da un lato la condanna per le parole del giovane sono unanimi, dall’altra non tutti hanno gradito la violenza verbale che lo ha investito.

Boef, sulla suo account instagram, ha pubblicato alcune tra le minacce di morte che sta ricevendo da quando è scoppiato il caso “In molti stanno approfittando della polemica per minacciarmi”, ha scritto sui social.

Ripetendo di essere rammaricato per l’accaduto, Sofiane Boussaadia questo il nome del rapper, ha denunciato di essere diventato oggetto di una vera e propria campagna razzista e di odio.

“Approfittare della situazione per sentirvi liberi di offendermi e discriminarmi non vi rende migliori di me“, ha scritto Boef.

 

Due pesi e due misure

Come si diceva sopra, pur in presenza di una condanna unanime per le sue uscite sessite, non tutti hanno gradito il linciaggio a cui è stato sottoposto il giovane, nato in Francia da famiglia di origine algerina e cresciuto nei Paesi Bassi.

Secondo Guilly Koster, giornalista e attivista di origine surinamese, in un Vlog diventato virale, il problema è il razzismo istituzionalizzato: perchè il sessismo diffuso quotidianamente alla tv olandese non fa notizia, mentre l’uscita (sbagliata) di Boef diventa un caso nazionale?


A sorpresa arrivano difese anche da opinionisti insospettabili: Theodor Holman, columnist del Parool, e ben noto per non essere affatto tenero con le minoranze ha difeso Boef nel suo editoriale “Boef è un artista e gli artisti hanno diritto dire ciò che vogliono. Anche di dire che una donna è una prostituta”.

 

Stesso concetto da parte di Daryll Landburg che considera Boef “un rapper col cervello di un visstick (bastoncino di pesce)” utilizzato come veicolo per colpire le minoranze e l’islam

Il riferimento è parlamentare CDA Rene Peters, che invita al boicottaggio del rapper 

 

E in un altro articolo diventato virale ci si chiede: perchè le scuse per i commenti razzisti, sessisti ed omofobi di Giel Beleen o degli autori di Voetbal Insider sono state sufficienti mentre per Boef si chiede un vero e proprio boicottaggio?

Queste domande non hanno sfiorato le commentatrici Ebru Umar, columnist di Metro

 

e Annabelle Nanninga, capolista al comune di Forum voor Democratie ad Amsterdam per le prossime elezioni

 



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