18 anni di carcere e la macchia di non essere intervenuto mentre i mercenari al suo comando, compivano stupri ed altre atrocità. Con questa motivazione, i giudici della Corte Penale dell’Aja hanno chiuso oggi 21 giugno, il  processo a Jean Pierre Bemba, ex vice-presidente congolense, giudicato per crimini contro l’umanità nella vicina Repubblica Centrafricana. La sentenza arriva a tre mesi dall’udienza che l’aveva ritenuto colpevole. L’ex politico colpevole, secondo la ricostruzione della pubblica accusa, avrebbe avuto il controllo sulle milizie del MLC (Movimento di Liberazione del Congo) una forza di mercenari che Bemba aveva inviato su richiesta di Ange-Felix Patrasse, presidente deposto da un golpe. Per la prima volta, l’ICC ha spostato il focus del processo sui crimini di natura sessuale compiuti dai soldati agli ordini dell’ex presidente congolense, confermando il principio riconosciuto dall’ONU della responsabilità dei superiori sui crimini dei subordinati.

Jean Pierre Bemba venne arrestato nel 2008 in Belgio, dove era fuggito dopo aver perso le elezioni in Congo. Il processo, iniziato nel 2010 si è concluso il 21marzo con la sentenza di colpevolezza. Gli 8 anni già trascorsi in detenzione saranno scontati dalla pena. Gli avvocati della difesa hanno annunciato ricorso.