Le associazioni di consumatori Consumentenbond e ConsumentenClaim, hanno portato Philips e altri produttori di televisioni in tribunale per un presunto cartello sui “tubi catodici”: le due organizzazioni, infatti, chiedono un risarcimento per i consumatori che tra il 1996 e il 2006 hanno acquistato un televisore o uno schermo per computer a tubo catodico.

Anche Samsung, Lg, Panasonic e Toshiba dovranno presentarsi in tribunale. Le aziende sono state già in precedenza multate dalla Commissione Europea per circa 1,5 miliardi di euro per aver stretto accordi illegali  sui prezzi.

“Questo denaro non è andato ai consumatori, mentre questi sono solo le vittime dirette”, dice Bart Combée di Consumentenbond. “noi vogliamo che i produttori ora mettano le mani al portafoglio e risarciscano coloro che hanno personalmente danneggiato.”

Per ogni cliente danneggiato le aziende dovrebbero pagare 100 euro. Per il totale dei clienti olandesi sarebbero circa 100milioni. Le aziende non pagheranno presto questi soldi. Una procedura giuridica del genere può durare ancora anni.

La ricevuta

I consumatori dovranno poi affrontare un altro problema per dimostrare che sono stati ingannati. Devono presentare la ricevuta d’acquisto della loro televisione a tubo catodico.

Philips è consapevole che il caso “data la complessità”, deve essere discusso in tribunale. L’azienda sottolinea di aver prodotto tubi catodici solo fino al 2001 e che il caso è ancora in corso riguardo alla multa della Commissione Europea.