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Carolina, psicologa in Olanda: gli expat sono resilienti. Ma l’aiuto a volte è necessario

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Non sono in fuga dall’Italia solo i Cervelli ma anche professionisti che li aiutano, questi cervelli, a non andare in tilt per lo stress o a superare i momenti difficili delle nuove vite che vengono costruite all’estero.

“La psicologia si è rivelata una disciplina molto diversa da come lo immaginavo”. Quella di Carolina, psicologa nei Paesi Bassi è una di queste storie e racconta come la vocazione e il duro lavoro vadano mano nella mano anche quando costringono a superare una o più frontiere per rincorrere i propri sogni: “Il mio percorso non è stato quello canonico ma nell’essenza è simile a quello di colleghe e colleghi”, dice Carolina. “Sono io expat in prima persona e mi sono dovuta reinventare più volte, sperimentando l’adattamento e le sfide che comporta”.

Nel caso delle professioniste e dei professionisti del benessere mentale ed emozionale, quindi, il lavoro e la natura stessa della condizione di espatriato finiscono per intrecciarsi tra di loro.

Laureata in psicologia clinica presso la Lumsa di Roma ha collezionato un bagaglio di esperienze nel campo della psicologia e sul terreno socio culturale, in India, Grecia e Spagna. Poi l’approdo nei Paesi Bassi, dove da circa un anno, esercita la professione di psicologa. “Gli expat vivono una dimensione particolare quando si tratta di terapia psicologica” dice Carolina.

“Burnout, ansia e depressione sono tra le patologie più comuni che mi è capitato di trattare”.“Spesso le persone vivono una condizione di disagio che è già effettivamente esaurimento: stanno male e la loro condizione di vita, tanto lavorativa quanto affettiva, ne risente. “Ma a volte passa del tempo prima che facciano il passo e chiedano aiuto”.

La vicenda persoanle di Carolina affonda radici in Italia e in Polonia e questo background misto, le ha offerto una prospettiva ampia e critica sull’approccio alla salute mentale di chi vive lontano dalla sua terra d’origine: “Il tema della fuga è molto ricorrente nelle storie di expat”, dice ancora Carolina, “ma una sua mancata elaborazione con una o un terapista può diventare dissociativa”.

La terapia che offre Carolina è mirata e si pone come obiettivo il benessere e la fluidità della persona rispetto alle sfide della vita. E la stessa condizione di espatriato può essere un ostacolo alla ricerca di assistenza psicologica: in molti, soprattutto coloro per i quali la terapia è qualcosa di nuovo, temono la barriera linguistica e proiettano proprio sulla richiesta d’aiuto tante delle loro paure. Chiedere aiuto, diventa esso stesso una fonte di ansia. Ma la buona notizia, conclude Carolina, è che gli expat sono “persone resilienti e con una scorza dura: sono uscite dalla loro comfort zone e si sono già confrontate con le difficoltà del vivere lontani”.

Ma anche per i forti, a volte, da soli può essere difficile farcela.

 

Per contattare Carolina per un appuntamento: https://www.docbrancatelli.com/

Whatsapp: +393245574880

 

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Committente: Carolina Brancatelli

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