Washington D.C. non diventerà Amsterdam, ha assicurato il sindaco, la signora Muriel Bowser al Congresso che minaccia un terremoto se il Primo cittadino non abbandonasse il progetto di legalizzazione. Che, va detto, è stato votato con un referendum, iniziativa 71, che ha vinto con schiacciante maggioranza.

Washington come l’Olanda? Non proprio, perchè gli ingombranti ospiti federali, che nonostante la ventata liberalizzatrice dei referendum degli ultimi anni, non rinnegano la “war on drugs”, hanno giurisdizione su oltre un quarto del territorio della città, cosi ciò che è legale su una strada, potrebbe essere illegale nel parco adiacente. dutch embassy

Ma per tornare al caso, il paragone della signora Bowser non è sfuggito all’ambasciata olandese, che non l’ha presa proprio bene; dopo anni passati a spiegare a tutto il mondo che no, i coffeeshop sono solo una blanda politica sociale, non una vera e propria legalizzazione, essere presi come esempio negativo non è proprio il massimo che ci si potrebbe aspettare.

E allora l’Ambasciata olandese pubblica un vademecum “for dummies”, a disegnini, dove spiega le differenze tra le politiche sulle soft drugs nelle due città. A Washington è legale, ad Amsterdam no, a Washington è legale ma non regolamentato, ad Amsterdam è regolamentato ma non legale. Insomma, i governanti di tutto il mondo sono avvisati: se decidessero di mettere mano alle politiche sulla cannabis, attenzione a non citare Amsterdam a sproposito.