Il Canada ha deciso di legalizzare la cannabis con lo scopo di veder diminuire il crimine organizzato; questo provvedimento, però, non ha portato i risultati sperati dice la polizia olandese in un commento.

E’ molto facile per i criminali procurarsi la marijuana coltivata legalmente; quindi si è dimostrato un errore pensare di poter ridurre il mondo dell’illegalità legato alla cannabis attraverso la legalizzazione.

Il sistema canadese, in particolare, ha diversi punti deboli: infatti non c’è un limite alla cannabis che è possibile tenere in casa  e questo chiaramente apre la strada al commercio illegale. Inoltre, i negozi autorizzati vendono molto meno, perché quella illegale è molto più economica.

Il piano dei Paesi Bassi prevede di dare inizio ad una produzione di marijuana regolamentata; il progetto di legge deve ancora essere approvato dal parlamento. Quello della coltivazione regolamentata è un esperimento: l’obiettivo è incrementare la vendita nei coffee shop a scapito di coltivazione e fornitura illegali.

Tuttavia, le proposte non convincono le grandi città dove oltretutto si trova la maggior parte dei coffeeshop. Innanzitutto, l’esperimento avrà la durata di quattro anni, e non verrà prolungato, nemmeno in caso di successo. Perciò i proprietari di caffetterie saranno costretti a rientrare nel circuito illegale dopo quattro anni di vendita “legale”.

Inoltre il progetto obbliga tutti i coffeeshop dell’area comunale a prendervi parte; ad Amsterdam (175 coffeeshop) rappresenterebbe un problema, perché sarebbe praticamente impossibile da controllare.

E infine l’esperimento esclude l’hashish (che in larga parte è di importazione) dalla vendita legale, tagliando così fuori un buon 25% delle vendite, e allora molti degli utenti ritornerebbero al circuito illegale.