Un mese fa, i growshop, sostanzialmente “vivai” specializzati nella vendita di attrezzature per coltivare la cannabis, sono diventati illegali in Olanda. Vecchio pallino dei cristiano-democratici, e nuovo pallino dei liberali, nella loro “war on on soft drugs”, una maggioranza trasversale è riuscita dopo mesi di tentennamento a far approvare la norma che mette al bando i prodotti per preparare la cannabis. Trattandosi, di fatto, di prodotti per il giardinaggio, cosa sia effettivamente illegale, non è chiaro a nessuno; resta il fatto, che in appena 30 giorni dall’entrata in vigore del divieto, la polizia avrebbe già perquisito 55 growshop, come riporta il quotidiano Ad e arrestando 3 proprietari. 25 raid su 55 si sono svolti nelle province del Brabant e dello Zeeland. La prima è considerata da molti la “serra d’Olanda”: si concentrerebbe li, infatti, gran parte dela produzione illecita di marijuana del Paese. Ma l’associazione VOC non ha mancato di commentare negativamente la nuova misura; secondo loro, infatti, sarebbe inutile e andrebbe a colpire solo gli amatori. I professionisti, infatti, non acquistano al dettaglio dai growshop ma all’ingrosso. E beffa, trattandosi di prodotti per il giardinaggio, sono venduti anche dal megastore sotto casa.