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Legalizzare la produzione di cannabis, è un tema che a intervalli regolari compare sulla scena politica olandese ma puntualmente sparisce senza lasciare tracce: la cannabis è decriminalizzata, pur con i pesanti giri di vite degli ultimi tempi, ma di regolamentare anche la zona grigia non se ne parla. Almeno non con i liberali del  VVD, che della stretta sul celebre esperimento olandese hanno fatto un cavallo di battaglia; e non molto per i laburisti del Pvda, abbastanza favorevoli alla legalizzazione ma non tanto da mettere in discussione la traballante alleanza di governo.1024px-Cannabis_sativa_plant_(4) Ora ci riprovano i liberali-progressisti del D66 che hanno presentato un disegno di legge in parlamento, con prima firmataria Magda Berndsen, che prevede di disciplinare la produzione ma solo attraverso uno stretto protocollo che dovrebbe approvare il governo. In pratica la produzione, secondo la moderata legalizzazione che ha pensato il D66 rimarrebbe illegale tranne quella disciplinata e controllata dalle autorità. Questa riforma, secondo i proponenti, consentirebbe allo stato di risparmiare e addirittura guadagnarci: 300 milioni di euro di investimenti in meno nelle politiche di contrasto alla coltivazione di cannabis e 200 milioni in più arriverebbero dal gettito. Ma il no tassativo del Ministro della giustizia, Ivo Opstelten, contrario a qualunque ipotesi simile, rimane un ostacolo difficile da sormontare: il responsabile delle politiche sulle droghe ritiene che la normativa internazionale, impedisca di legalizzare.