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Il National Monument Camp Vught è riuscito a recuperare tre foto inedite che mostrano il trasporto di prigionieri ebrei dalla stazione di Vught. Le immagini mostrano persone che aspettano il loro treno: malati, anziani e giovani. Una terza foto mostra una pila di bagagli, come riporta NOS.

“Le foto hanno un valore inestimabile”, dice il direttore Jeroen van den Eijnde. “Ci sono foto di raid ad Amsterdam, foto di ebrei nell’Hollandsche Schouwburg, le famose immagini del trasporto da Westerbork, ma nessuna di Vught, anche se furono 12.000 gli ebrei trasportati da Vught ai campi di concentramento, in genere via Westerbork. Il fatto che queste foto siano apparse così tanti anni dopo è sorprendente”.


Il Campo di Vught

Durante la seconda guerra mondiale quello di Vught era un campo di concentramento gestito dalle SS; oggi, il campo è uno dei centri commemorativi nei Paesi Bassi in cui si ricorda la persecuzione degli ebrei.

Non si sa chi abbia scattato le foto, è chiaro solo che sia stato un soldato tedesco. Le foto sono state messe all’asta separatamente, senza l’album da cui provenivano, e Van den Eijnde è riuscito ad acquistare un risguardo che riporta “Ricordo del mio servizio”.

René Kok, ricercatore ed esperto in fotografia presso l’Istituto per gli studi sulla guerra, l’olocausto e il genocidio (NIOD) definisce le foto speciali. Secondo l’esperto, i soldati tedeschi furono incoraggiati a scattare fotografie durante la seconda guerra mondiale: uno su dieci aveva una macchina fotografica e all’ingresso della caserma erano disponibili i rullini.

Un’atroce quotidianità

“Le fotografie erano principalmente di gite in spiaggia o di Amsterdam. Le deportazioni non erano destinate a essere fotografate, poiché le atrocità dei nazisti non dovevano essere smascherate. Le foto mostrano deportati che partono per il loro ultimo viaggio” spiega Kok. “Si scorgono le  emozioni sui volti delle persone. Nessuno sospetta la morte. Tutti pensano di iniziare una nuova vita in Polonia“.

Le foto sono piccole, ma molto nitide. Se si zooma sulla pila di bagagli, per esempio, si possono leggere i nomi. Grazie a queste informazioni, Van den Eijnde ha scoperto quando furono scattate: “Il 23 maggio 1943. Cinque giorni dopo, quasi tutte le persone presenti nelle foto, furono assassinate nelle camere a gas del campo di sterminio di Sobibór”.