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Il progetto per la costruzione di due enormi dighe nel Mare del Nord è stato promosso, da Olanda e Svezia, per proteggere 25 milioni di persone in Europa da inondazioni devastanti. La causa è l’innalzamento del livello del mare, conseguenza del surriscaldamento globale. Il progetto dovrebbe essere attuabile e costare solamente lo 0,1% del PIL dei Paesi protetti dalle dighe nell’arco di 20 anni. ‘Siamo molto preoccupati, ci stiamo dirigendo a grandi passi verso un futuro drammatico,’ dice l’oceanografo Sjoerd Groeskam.

‘Le dighe sono l’ultima cosa che vorremmo costruire, a causa delle conseguenze sull’ambiente, sull’industria marittima e tanto altro,’ afferma. ‘La soluzione migliore è ridurre al minimo i cambiamenti climatici.’ Questo progetto avrà comunque delle conseguenze negative. Groeskam e il suo collega svedese Joakim Kjellson hanno stimato che la grande diga dei Paesi Bassi è risultata utile per salvare vite umane, ma non per salvaguardare il loro stile di vita. ‘Le dighe, una tra Scozia e Norvegia e l’altra tra Francia e il sud-est dell’Inghilterra, potrebbero far scomparire le maree. In seguito il Mare del Nord si trasformerebbe in un lago di acqua fresca, così la natura e l’industria ittica subirebbero un pesante contraccolpo, ’ dice Groeskamp.

A livello tecnico si sfrutterà la tecnologia che viene utilizzata per la costruzione delle piattaforme petrolifere a grandi profondità, affermano gli scienziati. Per stimare il costo approssimativo, tra i 250 e i 500 miliardi di euro, hanno analizzato i costi del progetto di costruzione di una diga in Corea del Sud. ‘Dobbiamo anche considerare l’entità delle perdite dell’industria ittica e delle spedizioni, oltre al costo delle pompe che buttano fuori l’acqua,’ dichiara Groeskamp. Il progetto, che sarà pubblicato nell’American Meterological Journal il mese prossimo, svela le previsioni pessimistiche riguardo l’innalzamento del livello dei mari: 10 metri entro il 2500. ‘La costruzione di un’ipotetica diga è un invito ad agire, se non fermiamo i cambiamenti climatici saremo costretti a costruirla.’