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I calciatori professionisti danno un punteggio abbastanza alto alla non accettazione dell’omosessualità e della bisessualità nel mondo del calcio maschile: sette professionisti su dieci affermano di vivere il mondo del calcio come gay ostile.

“La conclusione è che le cose non stanno andando troppo bene nel calcio professionistico”, afferma Stephan Hakkers della Alliantie Gelijkspelen. Questa organizzazione ombrello è una collaborazione di varie organizzazioni per promuovere l’accettazione delle persone LGBTI nello sport, ha collaborato con l’Istituto Mulier per l’indagine.

“Il 41% afferma che la discriminazione è un fatto normale, quasi la metà dei giocatori pensa sia difficile il coming out, il voto dato all’omosessualità nel calcio è 4,6”. Ad oggi, non c’è un solo giocatore  professionista apertamente gay o bisessuale nel campionato olandese. I giocatori indicano i cori anti gay, la cultura macho nel mondo del calcio e il ruolo dei media come le ragioni principali per cui preferiscono evitare il coming-out. I dati sono paragonabili a quelli di uno studio analogo del 2014.

È sorprendente che i giocatori non vedano se stessi come il problema: nove giocatori su dieci indicano che sosterrebbero un compagno omosessuale “C’è grande sostegno tra i giocatori stessi”, afferma Hakkers. Ma in realtà solo 118 professionisti su 1.044 hanno accettato di compilare il questionario.