Il numero di donne presenti nei consigli d’amministrazione delle imprese olandesi è sceso per il secondo anno di seguito, secondo l’ultimo indice di occupazione femminile nei ruoli di vertice compilato dal professore Mijntje Lückerath dell’Università di Tilburg.

Solo 13 donne fanno parte della gestione esecutiva di 85 delle imprese olandesi quotate in borsa, rispetto alle 15 dell’anno passato – un calo dal 7.1% al 6.2%. Il numero di donne che fa parte, invece, della supervisione aziendale non esecutiva è leggermente aumentato dal 23.1% al 24.6%, di cui poco più della metà non sono di nazionalità olandese.

“Non si può affermare che non ci sono state opportunità per farle entrare nei consigli di amministrazioni l’anno scorso” sostiene Lückerath. “In totale furono eletti 24 nuovi membri del consiglio d’amministrazione -22 uomini e 2 donne.”. Solo una su quattro dei 64 nuovi supervisori aziendali era donna.

Il governo olandese vorrebbe che entro il 2020 venisse incrementato il numero di donne nelle amministrazioni fino ad arrivare al 30% e sostiene che potrebbero essere introdotte delle quote se non si raggiunge questo obiettivo.

Una ragione di questa decrescita è l’acquisto della Delta Lloyd, che aveva a capo solo due donne nell’ambito dirigenziale,  da parte di Nationale-Nederlanden. Essi non hanno cambiato l’amministrazione con una nuova formazione.

Wolters Kluwer ha il 44% di donne a livello esecutivo e di supervisione. Vopak e Boskalis, che erano al fondo della classifica lo scorso anno, hanno entrambe incrementato la componente femminile a livello amministrativo, ma 18, delle 85 imprese di cui sopra, sono costituite in ambito esecutivo e di supervisione esclusivamente da uomini.